Ecco quanto l’attività fisica riduce il rischio di 7 tipi di cancro

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(Credits: skeeze da Pixabay)

Si mettano l’anima in pace i pigri: qualche ora di attività fisica a settimana non ha mai ucciso nessuno, e anzi è fondamentale per mantenersi in salute. La quantità di esercizio raccomandata dalle attuali linee guida, infatti, riduce veramente il rischio di ammalarsi di tumore. A dimostrarlo è uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Oncology, ma la conclusione non è esattamente una sorpresa: l’esercizio fisico era già considerato un valido alleato per la prevenzione di alcuni tipi di cancro. Tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva definito i livelli e parametri consigliati e le ricadute sullo stato di salute. Ora, i ricercatori del National Cancer Institute hanno verificato non solo i benefici dell’attività fisica in generale, ma anche che i livelli raccomandati proteggono da almeno 7 tipi di cancro. Lo conferma un campione di oltre 750.000 persone, che secondo gli scienziati fornisce una misura quantitativa dell’affidabilità delle attuali linee guida.

Attività fisica: quanta farne e perché

La maggior parte di noi ha uno stile di vita sedentario e trascorre parecchio tempo stando seduta, senza muovere il corpo. La mancanza di esercizio è un importante fattore di rischio per l’obesità, indebolisce il sistema immunitario e si associa a diabete di tipo 2, la cardiopatia, l’atrofia muscolare e persino il cancro. Una buona forma fisica, al contrario, protegge da tutte queste malattie. E non significa necessariamente fare sport, ma anche solo salire le scale al posto di usare l’ascensore o andare a piedi anziché con la macchina. Una precedente indagine del National Cancer Institute condotta su 1.44 milioni di persone aveva già dimostrato che l’attività fisica riduce il rischio di sviluppare ben 13 tipi di cancro, manca però una comprensione profonda di questa relazione, per certi aspetti ancora poco chiara.

L’OMS raccomanda di fare attività fisica, e dice persino come e quando: dalle 2.5 alle 5 ore a settimana di attività moderata e da 1.25 a 2.5 ore di attività intensa. Ma seguendo queste indicazioni avremo veramente dei benefici per la salute?

L’esercizio riduce il rischio di cancro

I dati raccolti e pubblicati sul Journal of Clinical Oncology suggeriscono di sì. L’analisi ha riguardato 9 studi prospettici per un totale di 755.459 partecipanti, che sono stati seguiti per 10 anni allo scopo di verificare l’associazione tra attività fisica e cancro. Nel periodo dello studio, sono stati documentati 50.620 casi di cancro. Il rischio di ammalarsi è risultato minore tra le persone che avevano praticato esercizio fisico nei tempi e nelle modalità raccomandate dalle linee guida dell’OMS.

Un’associazione confermata per 7 dei 15 tipi di tumore studiati: il tumore al colon (rischio minore dell’8%-14% negli uomini), al seno (rischio minore del 6%-10%), all’endometrio (rischio minore del 10%-18%), al rene (rischio minore dell’11%-17%), il mieloma (rischio minore del 14%-19%), il tumore al fegato (rischio minore del 18%-27%) e il linfoma non-Hodgkin (rischio minore dell’11%-18% nelle donne). Nella metà di queste associazioni la relazione tra attività fisica e rischio cancro era di tipo lineare: tanto più aumentava la prima, quanto più diminuiva il secondo.

Un’arma per la prevenzione

L’analisi ha anche dei limiti, come messo in luce dagli autori stessi. Il numero dei pazienti per alcuni tipi di cancro era davvero limitato, e non tutte le etnie erano ugualmente rappresentate. I livelli di attività fisica, inoltre, non sono stati misurati in maniera rigorosa e oggettiva, ma solo sulla base delle dichiarazioni dei partecipanti. Limiti in parte superati, scrivono i ricercatori, mettendo insieme i dati di 9 studi condotti negli Stati Uniti, Europa e Australia, in modo da ottenere un campione il più omogeneo possibile e ridurre la variabilità individuale. Al netto delle limitazioni, però, lo studio sostiene l’affidabilità delle attuali linee guida e potrebbe orientare i futuri sforzi per la prevenzione del cancro.

“Le linee guida sull’attività fisica sono state formulate in gran parte sulla base del loro impatto su malattie croniche come le malattie cardiovascolari e il diabete”, ha dichiarato Alpa Patel, direttore scientifico senior della ricerca epidemiologica presso l’American Cancer Society. “Questi dati suggeriscono che i livelli raccomandati siano importanti anche per la prevenzione del cancro“.

Riferimenti: Journal of Clinical Oncology

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