Cancro al seno, la terapia può essere molto più corta

Nelle donne con tumore Her2 positivo in stadio iniziale dimezzare il trattamento adiuvante con trastuzumab non influisce sull'efficacia, mentre diminuiscono i danni al cuore. Lo dimostra uno studio inglese che verrà presentato al congresso mondiale di oncologia

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Per le donne con tumore al seno Her2 positivo, circa il 15% del totale delle pazienti, la terapia standard prevede l’aggiunta di trastuzumab alla chemioterapia almeno per un anno. Una strategia efficace, che ha permesso di aumentare la sopravvivenza di queste pazienti, ma che ha causato in molte di loro effetti collaterali cardiaci, anche pesanti. Ora, uno studio condotto su oltre 4mila donne, seguite per 5 anni, dimostra che fermare la terapia adiuvante dopo 6 mesi anziché proseguirla fino a 12 ha la stessa efficacia, con il vantaggio di provocare molte meno tossicità cardiache.

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