Coronavirus, cosa succede se sono positivo mentre mi vaccino?

vaccino
(Credits: Mat Napo on Unsplash)

Dei vaccini contro il coronavirus Sars-Cov-2 parliamo orami da tempo, illustrandone efficacia testata nelle sperimentazioni, nel mondo reale, le accortezze da tenere prima e dopo la vaccinazione e quali possono essere gli effetti collaterali, comuni e rari. Ma qualcuno si chiede, dato che non ci sono informazioni ufficiali sull’argomento specifico, cosa possa succedere se riceviamo il vaccino mentre siamo già positivi al virus, ovviamente in maniera inconsapevole. Possono esserci degli effetti collaterali in più? E la vaccinazione potrebbe essere in qualche modo potenziata dal fatto che abbiamo l’infezione in atto?

Cosa dicono le autorità sanitarie

La premessa d’obbligo (forse banale, considerate le misure restrittive cui si è sottoposti, a tutela della propria e altri salute) è che non si può andare a fare il vaccino sapendo di essere positivi al coronavirus, né se si è stati a contatto con una persona positiva. Anche se si è soltanto stati esposti bisogna seguire le norme e rispettare la quarantena, non avendo contatti con nessuno per il periodo indicato.

Se appaiono sintomi subito prima

Se prenotiamo la vaccinazione e nel frattempo però compaiono dei sintomi, l’indicazione è di rivolgersi al proprio medico e valutare la possibilità del tampone. “Qualora appaiano sintomi riconducibili al coronavirus è bene sottoporsi a un tampone per ricevere la diagnosi o escludere Covid-19”, spiega Massimo Andreoni, Direttore della Uoc Malattie Infettive del Policlinico Tor Vergata, “per tutelare la propria salute e quella degli altri”.

Mentre se non ci sono particolari sintomi, l’indicazione è di recarsi tranquillamente a fare la vaccinazione. Il Ministero della Salute e le altre autorità sanitarie attualmente non raccomandano di fare il test sierologico o il tampone prima di fare il vaccino. Il test sierologico serve a verificare la presenza di anticorpi specifici, dunque di un’infezione passata o ancora in corso. Il tampone, invece, fotografa la situazione del momento.

Fare il vaccino da positivi, senza saperlo

Ma cosa succede se quando riceviamo la vaccinazione siamo positivi anche se inconsapevolmente? “Non ci sono controindicazioni – sottolinea Andreoni – nel ricevere la vaccinazione pur essendo positivi al coronavirus, ovviamente senza saperlo”. Ci sono state numerose segnalazioni, prosegue l’esperto, di persone che hanno manifestato febbre o altri sintomi subito dopo la vaccinazione e che sono risultate positive al Sars-Cov-2. In questo caso si tratta verosimilmente di pazienti che al momento della vaccinazione erano già positivi all’interno del periodo finestra dell’incubazione o lo sono diventate subito dopo (al netto di evidenze che suggeriscono anche una protezione dall’infezione, i vaccini proteggono dalla malattia, ma il sistema immunitario impiega un po’ di tempo a rispondere alla vaccinazione). “Questi pazienti non hanno avuto particolari problemi dopo la vaccinazione”, precisa Andreoni, “in qualche caso gli effetti collaterali comuni e non gravi, come febbre e dolori muscolari, sono risultati potenziati. Ma il discorso non riguarda gli eventi trombotici rarissimi e severi”.

E per chi ha avuto il Covid-19 poco tempo prima?

Ma se abbiamo già contratto il coronavirus e siamo guariti, è bene ricordarsi quando lo abbiamo avuto prima di andare a fare la vaccinazione. “L’indicazione è di attendere da 3 a 6 mesi prima di ricevere il vaccino”, sottolinea Andreoni, “non perché ci siano controindicazioni ma a causa del fatto che si è già parzialmente coperti. Dopo questo periodo di 3-6 mesi, invece, l’immunità viene meno ed è opportuno rinnovarla con la vaccinazione”.


Rinvio, esenzione e controindicazioni della vaccinazione anti-Covid-19:
un po’ di chiarezza dagli esperti


Non è un caso che chi ha avuto Covid-19 riceverà una sola dose di vaccino invece che due (la maggior parte dei vaccini disponibili oggi prevede due somministazioni), come previsto da una circolare del Ministero del 3 marzo 2021, con la somministrazione ad almeno 3 mesi di distanza dall’infezione ed entro i sei mesi. Se invece non si attendesse questo periodo di 3-6 mesi, sarebbe un po’ come ricevere subito un secondo richiamo: dunque la protezione offerta dalla singola vaccinazione risulterebbe in qualche modo aumentata. “Non sappiamo e non abbiamo ancora dati per dire se questo ‘potenziamento’ avvenga anche per chi si vaccina mentre è positivo ma senza saperlo”, conclude Andreoni, “come nel caso citato prima”.

Credits immagine: Mat Napo on Unsplash