Corsa al vaccino per Covid-19, quanto manca al traguardo?

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L’Ema ha rotto gli indugi e oggi ha annunciato sul suo sito di aver avviato la rolling review, la procedura accelerata, per l’approvazione del vaccino anti Covid 19, quello di Oxford a cui si lavora anche in Italia. Ma nella forsennata corsa al vaccino anti Covid-19 che vede centinaia di candidati in tutto il mondo, notizie, annunci e indiscrezioni si susseguono frenetici. Più o meno attendibili più o meno rassicuranti, o addirittura inquietanti. Come quella riportata dal New York Times, secondo cui il governo cinese starebbe procedendo alla somministrazione su larga scala di tre vaccini senza attendere la conclusione dei trial clinici. Primi a essere inoculati i dipendenti pubblici e il personale delle farmaceutiche produttrici dei vaccini, a seguire gli insegnanti, i lavoratori dei supermercati e chi viaggia in aree a rischio.


Le mascherine potrebbero funzionare come un vaccino?


E’ la prima volta che un paese impiega su larga scala vaccini ancora sperimentali. Ma presto la Cina potrebbe non essere sola: anche la Russia, che lo scorso agosto per voce di Putin ha annunciato l’approvazione di un vaccino, avrebbe intenzione di “accelerare” la fase tre (sperimentazione su un ampio campione di persone) e di procedere con la vaccinazione di massa. “Abbiamo già vaccinato gruppi ad alto rischio in diverse regioni della Russia, e a dicembre andremo avanti con circa 10 milioni di dosi”, ha dichiarato al Guardian Kirill Dmitriev, capo del Russian Direct Investments Fund (RDIF). Secondo i russi il vaccino Sputnik V (dal nome del primo satellite artificiale, lanciato dai russi nel ’57) avrebbe superato “tutti i test necessari a provarne l’efficacia e la sicurezza”. Tuttavia, i dati presentati su Lancet – relativi alle fasi 1 e 2 – hanno suscitato più perplessità che ammirazione da parte degli esperti mentre nulla si sa della fase 3, attualmente in corso e che dovrebbe aver arruolato nella sola Mosca 40 mila persone.

La somministrazione di massa di un vaccino – quale che sia – senza aver portato a termine tutte le fasi della sperimentazione è un vero e proprio azzardo sulla pelle delle persone. Non solo perché potrebbe essere inefficace – con la conseguenza di favorire il contagio a causa di un falso senso di sicurezza da parte dei “vaccinati” – ma anche per i potenziali effetti collaterali ancora sconosciuti. Se c’è qualcosa che non va, può essere una strage.


Covid: infettare giovani sani per testare il vaccino ha senso?


E questo è il motivo per cui altri paesi – chiamiamoli “più trasparenti” – si muovono con maggiore cautela. Negli Usa, per esempio, nonostante le pressioni del presidente Donald Trump, le aziende farmaceutiche si sono impegnate a rispettare i tempi necessari per esaminare a fondo i vaccini candidati prima del loro utilizzo sulla popolazione. Poche settimane fa, proprio un evento potenzialmente avverso – rilevato su un campione di circa 30mila persone tra Stati Uniti, Regno Unito, Brasile e Sud Africa – aveva bloccato la somministrazione sperimentale del vaccino di Oxford che dallo scorso giugno vede impegnata l’Italia a fianco di Francia, Germania e Olanda e in intesa con l’azienda AstraZeneca. Dopo pochi giorni il trial è ripartito (ma non negli Usa, dove la Fda sta tutt’ora facendo approfondimenti), tuttavia molti scienziati hanno lamentato una mancanza di trasparenza, soprattutto dopo che – riferisce Nature – si è saputo di un precedente evento simile che si sarebbe verificato a luglio.


Qual è il modo più equo per distribuire il vaccino contro il coronavirus


Fatto sta che, archiviato come “non correlato” al vaccino l’evento di settembre, l’azienda ha confermato l’obiettivo di iniziare a distribuire in Europa 60 milioni di dosi entro la fine dell’anno. E proprio oggi, confermando alcune indiscrezioni riportate da Bloomberg Quint, l’Ema ha annunciato l’avvio della procedura accelerata per l’approvazione del vaccino di Oxford. Se tutto andasse bene, le prime dosi potrebbero dunque essere somministrate in Italia nel 2021, prioritariamente, secondo quanto annunciato dal ministro Roberto Speranza, a medici e operatori sanitari, soggetti fragili e anziani. Potrebbe essere la luce in fondo al tunnel.

Come spiega un cartoon diffuso dalla rivista Nature, i vaccini innescano la risposta immunitaria che segue a un’infezione causata da un patogeno, nel caso di Covid-19 il coronavirus Sars-cov-2.

L’animazione ci racconta cosa avviene nel corpo a livello cellulare, dall’inoculazione del vaccino allo sviluppo della memoria immunitaria e l’effetto protettivo della vaccinazione sulla popolazione popolazione, per mezzo della cosiddetta “immunità di gregge”.