Darwin: tra curiosità e passione, la vita del grande scienziato

Nel suo libro “Darwin. L'evoluzione della vita” Janet Browne offre un ritratto di Charles Darwin, come uomo e scienziato, evidenziando come la sua originale curiosità abbia modificato il pensiero scientifico nei secoli successivi

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L’ultimo volume pubblicato da Hoepli nella collana “Le biografie”, scritto da Janet Browne, è dedicato a Charles R. Darwin (Shrewsbury, 12 febbraio 1809 – Londra, 19 aprile 1882): ogni capitolo di questa ampia e documentata opera mette in luce un peculiare aspetto della sua personalità. Vediamo dunque Darwin giovane studente a Cambridge, piuttosto scontento degli studi di medicina intrapresi, interessato soprattutto a soddisfare la passione per le scienze naturali che, con l’incoraggiamento del padre, aveva coltivato fin dall’infanzia.

Il giovane Darwin

L’entomologia, per Darwin, era assai più interessante della frenologia o di altre specializzazioni mediche, anche perché la ricerca di insetti rari lo portava volentieri in campagna, in compagnia di amici e coetanei. A questi chiedeva collaborazione: li invitava ad inviargli materiali raccolti, a fargli accurate descrizioni di reperti più o meno rari, li spingeva ad andare in luoghi ben precisi per effettuare i ritrovamenti. Le prime pubblicazioni del giovane Darwin riguardano infatti le varie osservazioni su animali e piante: cirripedi, insetti insettivori, alghe mucillaginose.

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Janet Browne

Darwin. L’evoluzione di una vita

Ed. Hoepli, 2018

pp. 1158, € 59,90

 

 

 

L’autrice della biografia, Janet Browne, descrive con dovizia di particolari l’ambiente universitario di Darwin e il sistema sociale in cui era ben inserito: famiglia, letture, studi, ricerche, erano elementi essenziali della vita di ogni agiato intellettuale inglese della sua epoca. Il clima culturale riformistico, dove venivano apprezzati i principi di stampo cristiano e liberale, riusciva ad accettare anche scienziati dalle teorie originali come John S. Henslow, che divenne buon maestro del giovane Darwin ed ebbe un ruolo importante nella sua formazione scientifica. Il pensiero evoluzionistico si andava sviluppando in Inghilterra, ma non solo, fin dal 1700, e certo le teorie di Jean Baptiste de Lamark erano oggetto di critiche e discussioni.

A bordo della Beagle

Al di là di tutto questo, però, l’esperienza straordinaria a bordo della Beagle, gli strani reperti con cui era tornato in patria, la sua curiosità e le accuratissime osservazioni su quanto aveva potuto vedere influenzarono in maniera determinante la sua vita e e il suo modo di pensare. Mentre la teoria evoluzionistica prendeva forma nella sua mente, pubblicò interessanti osservazioni geologiche a documentazione delle sue esplorazioni sud-americane, e il resoconto dell’esperienza nel “Viaggio di un naturalista intorno al mondo” (1839). Poi nel 1859, informato da Alfred R. Wallace sulle considerazioni e sulle conclusioni a cui Wallace stesso era arrivato, riuscì ad affrettare l’elaborazione e la pubblicazione de “L’origine delle specie”. Il successo dell’opera e la divulgazione delle sue teorie da molti considerate scandalose ne fecero presto un personaggio di grande visibilità pubblica.

Il pensiero scientifico

Essenziali per la divulgazione e la diffusione della teoria dell’evoluzione, presentata ne L’origine delle specie, furono i quattro amici e sostenitori di Darwin, Charles Lyell, Joseph D. Hooker, Thomas H.Huxley e Asa Gray. Questi studiosi, agguerriti e colti, fecero proprio il pensiero di Darwin e, ciascuno nel proprio specifico settore di interesse, ne svilupparono le conseguenze, dalla geologia di Lyell fino alle polemiche tra Asa Gray e Louis Agassiz che sconvolgevano, in America, le concezioni creazioniste dell’epoca. Critiche, vignette satiriche, insulti, elogi, approfondimenti e sostegni di grande rilevanza movimentarono comunque la vita culturale, scientifica (e giornalistica) inglese: ma dopo L’origine delle specie Darwin lavorò intensamente al volume su L’origine dell’uomo che, seguito da L’espressione delle emozioni nell’uomo e negli animali, fece ancora più scandalo.

Il suo ruolo pubblico diventava sempre più impegnativo, anche a causa di una salute spesso cagionevole, ma Darwin continuò i suoi studi e ricerche su piante e animali di cui poteva seguire la vita e i cambiamenti nel loro ambiente: si occupò dei risultati della domesticazione, della impollinazione delle orchidee, dei processi della fecondazione e delle eredità paterna e materna. Comprendere la generazione era per lui un problema fondamentale in cui aspetti biologici, sociali, culturali e medici erano strettamente intrecciati. I matrimoni tra consanguinei portavano i figli alla deformità e alla pazzia? Quello che sperimentava in giardino negli incroci tra piante poteva essere generalizzato ad esseri umani? I suoi figli avrebbero ereditato la sua “pessima costituzione”?

Vita privata e scienza si influenzavano reciprocamente, tanto che molte nuove osservazioni portarono (malvolentieri) Darwin ad aggiornare l’0rigine delle specie, e a ritenere che moltissimi caratteri individuati nei viventi non avessero i ruoli adattativi che aveva precedentemente ipotizzato.

La vecchiaia

Oneri, onori e denaro si accumulavano nella vita di Darwin sempre diviso tra le esigenze sociali della sua celebrità e il desiderio di “farsi i fatti suoi” in giardino, dove continuava a fare le sue osservazioni. La malinconia della vecchiaia lo portava anche ad evitare di prendere esplicite posizioni sui risvolti religiosi delle sue opinioni scientifiche: le teorie sull’origine dell’uomo avevano infatti sviluppato violente polemiche che Darwin era riuscito ad evitare dichiarandosi agnostico e ritirandosi nell’intimità domestica.

Materiali d’archivio donati alla Cambridge University Librery hanno di recente messo in evidenza altri aspetti sullo sviluppo del pensiero scientifico di Darwin. Particolarmente interessanti a questo riguardo sono i suoi Taccuini e le sue Corrispondenze: da queste si evincono le relazioni con i contemporanei e le richieste (talvolta un po’ ossessive) ai vari scienziati, per ottenere i dati, osservazioni e risultati di ricerca sui problemi che sempre lo interessavano. Le lettere ai i colleghi e agli esponenti del mondo scientifico dell’epoca rispondevano certamente al bisogno di trovare risposte alla sua originale curiosità, ma Darwin desiderava anche condividere con altri idee e osservazioni, per averne conferma o per sviluppare nuove possibili interpretazioni.

Proseguendo nelle sue osservazioni naturalistiche, circondato dagli affetti familiari, rallegrato dalla presenza dei suoi adorati nipoti, Darwin riusciva a sopportare il lento peggioramento della sua salute sebbene lo crucciasse la preoccupazione di poter fare troppo poco per il progresso della scienza.

“Morire fu l’atto più politico che Darwin potesse compiere”, conclude Janet Browne: nonostante la sua laicità e il suo desiderio di essere sepolto insieme alla famiglia nel camposanto di Down, la scienza ebbe il sopravvento e, in omaggio alla sua opera, le spoglie di Darwin furono tumulate nell’abbazia di Westminster con una cerimonia grandiosa. La sua tomba si trova vicino a quelle di Sir John Herschel e di Isaac Newton. La sua lapide ricorda soltanto le date di nascita e di morte, ma certamente le sue interpretazioni e la sua intelligenza hanno modificato il pensiero scientifico dei secoli successivi e hanno reso possibili gli straordinari sviluppi della biologia e della medicina di oggi.

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