Imparare la fisica a passo di danza

Un bel libro che insegna a guardare le materie scientifiche con occhi nuovi. E aiuta le adolescenti a crescere libere rompendo la gabbia degli stereotipi

danza
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Probabilmente non sono molti i fisici che si interessano alla danza, e forse poche sono le ballerine che si interessano alla fisica. Eppure Anita, la giovane protagonista di questo libretto, riesce a diventare una ballerina più brava e più consapevole proprio sviluppando importanti conoscenze di fisica.

Fin dalla prima pagina di questo bel libro si capisce che la ragazzina è un tipo interessante: avrebbe voluto fare tiro con l’arco come la protagonista di un film il cui titolo originale è The Brave (La coraggiosa). Ma più interessante è la domanda che si pone: perché la traduzione italiana del titolo del film è La ribelle? Essere coraggiosi è un atto di ribellione? Un bello stimolo per i lettori. Anita ama la libertà, ama Matilda (la protagonista di un libro di Roald Dahl), confida alla bibliotecaria della scuola – che la sa ascoltare – che non crede più nell’amicizia, scambia i libri che le piacciono con una amichetta e studia danza classica, anche se fatica un po’ a doversi sempre sentir dire come e quando muoversi. Pur vestendosi sempre in jeans odia essere descritta come un maschiaccio, le piace scrivere e, al contrario di suo padre, non ama molto né le scienze né la matematica scolastica. Ha capito però, e non è cosa da poco, che ogni persona ha i suoi modi di capire e di imparare, e che per questo ognuno deve scoprire i modi adatti alla propria intelligenza.

Anita si è appassionata alla danza con la guida della sua insegnante, che sta preparando una tesi di laurea su “Come le leggi della fisica influenzano i movimenti della danza”. Questo stimola in Anita interessanti e pungenti commenti sulle convenzionali e assurde distinzioni tra attività da femmine, come la danza, e attività da maschi, come la fisica, portandola a ragionare – con l’aiuto della mamma – su quanto siano sciocchi gli stereotipi di genere.

Paola Sorrentino, Donatella Caione, Lara Selvaggi, le tre autrici, hanno certamente esperienza dei problemi degli adolescenti. Mettendo insieme le loro diverse competenze riescono a dire cose importanti in modo semplice e piacevole: un vero aiuto per ragazzini maschi e femmine che devono imparare a fare i conti con se stessi e il proprio corpo, con una scuola non sempre interessante ma soprattutto con il mondo degli adulti che – salvo madri brave come quella di Anita – non sanno difendere abbastanza il pensiero in formazione da conformismi che offendono la spontaneità e il desiderio di libertà ancora tanto vivo nei ragazzi.



Paola Sorrentino, Donatella Caione, Lara Selvaggi
Che forza la danza!
Matilda Editrice, 2019
Pp. 64, € 9,00

Ogni capitolo, in breve, offre al lettore spunti e suggerimenti per pensare con la propria testa; piccoli inserti propongono domande e curiosità che nascono dall’esperienza di tutti i giorni accompagnati dalle risposte che la scienza da tempo ha saputo dare. E la danza? Come si lega alla fisica? Per esempio, in ognuna delle classiche cinque posizioni si sposta il centro di gravità e in ognuna l’equilibrio viene modificato in modo particolare. Ecco una buona occasione per parlare di come la conformazione stessa del corpo, alto o basso, snello o rotondetto, rende più facili o più difficili certi movimenti… che sempre devono rispettare le leggi della fisica. Accettare le normali imperfezioni del corpo ed anzi riuscire a valorizzarle è dunque un altro “spunto per pensare” veramente adatto per i ragazzi e le ragazze, spesso molto critici verso se stessi e disperati per non essere perfetti come i calciatori o belle come le dive del cinema. Affrontare i cambiamenti del proprio corpo e parlarne insieme aiuta a vincere le proprie insoddisfazioni ed anche le rasserenanti parole che le autrici di questo libretto regalano ai lettori possono contribuire a superare momenti di difficoltà.

La tesina d’esame di Anita offre il pretesto per non dimenticare le grandi scienziate della storia, superando lo stereotipo della scienza al maschile e persino l’amore che nasce con un compagno di danza porta a ragionare sulla “chimica del bacio” e sui diversi processi ormonali che fanno venire il batticuore e fanno star bene quando ci si bacia. Anche parlare “chimicamente” di questa esperienza, vecchia quanto il mondo ma sempre nuova per ognuno, serve a sdrammatizzarla e al tempo stesso a renderla importante, permette di dare parole ai propri turbamenti e a comprenderli senza banalizzarli. E se questo libretto capitasse nelle mani dei genitori, potrebbe aiutare anche loro a comprendere come i loro figli stiano crescendo e, come Anita vorrebbe che sua madre facesse, ricordare il fascino di aprirsi, da giovani, alla vita e alle nuove esperienze.

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