I fringuelli di Darwin potrebbero estinguersi a breve

Sono tutti endemici delle isole Galápagos e ora rischiano l’estinzione a causa della mosca parassita Philornis downsi, introdotta negli anni Sessanta. I Fringuelli di Darwin, esempio lampante della radiazione adattativa, però potrebbero avere una nuova chance per sopravvivere. Infatti un nuovo studio, pubblicato sul Journal of Applied Ecology, ha dimostrato che il controllo della mosca parassita potrebbe salvare gli uccelli che hanno ispirato la teoria dell’evoluzione.

I ricercatori dell’Università dello Utah hanno esaminato per 5 anni (dal 2008 al 2013) la popolazione di fringuello terricolo medio Geospiza fortis dell’Isola di Santa Cruz, pari a circa 270.000 individui: oltre la metà di quanti ne vivono in tutto l’arcipelago. La maggior parte delle specie di fringuelli delle Galapagos, infatti, sopravvive solo in piccole popolazioni molto localizzate, portate sull’orlo dell’estinzione dalla mosca parassita Philornis downsi, che nel suo stadio larvale si alimenta del sangue dei nidiacei, arrivando a uccidere anche l’intera covata.

Così il team, guidato dal biologo Dale Clayton, ha incrociato due variabili fondamentali: i danni provocati dalla mosca parassita e le tipiche oscillazioni demografiche dei fringuelli. Durante gli anni con elevata piovosità, infatti, c’è più cibo e i fringuelli hanno tassi di riproduzione migliori. Mentre negli anni estremamente secchi, il tasso di riproduzione cala.

I ricercatori hanno simulato tre possibili scenari futuri: uno totalmente negativo, in cui si susseguono solo anni senza pioggia; uno positivo solo con anni favorevoli alla riproduzione e uno con anni alterni. Purtroppo secondo i modelli matematici, in due degli scenari testati le popolazioni di fringuelli si estingueranno entro il prossimo secolo: in soli 50 anni secondo le ipotesi negative, ed entro 80-90 se si alterneranno anni piovosi ad anni aridi. Le simulazioni, però, potrebbero aver sottovalutato il rischio di estinzione, poiché gli studiosi hanno considerato solo le femmine, ignorando a esempio la difficoltà di trovare un compagno in una piccola popolazione.

Secondo i modelli, però, potrebbe esserci una speranza: se il carico di parassiti venisse ridotto del 40% la data di estinzione sarebbe posticipata di 60 anni rispetto a quella calcolata. E quindi, in entrambi gli scenari con risultati negativi, l’estinzione si verificherebbe dopo almeno 100 anni. Ma “prevedere un’estinzione da qui a 100 anni è talmente improbabile che non può essere considerato un dato attendibile” ha specificato Jennifer Koop, prima autrice dello studio. “Possiamo quindi dire che i fringuelli non si estingueranno se riduciamo l’infestazione del 40%” ha aggiunto.

La popolazione della mosca Philornis potrebbe essere ridotta in vari modi: si potrebbero rilasciare maschi sterili, introdurre vespe parassite delle mosche, si potrebbero rimuovere i pulcini dai nidi e allevarli in incubatrici, oppure utilizzare insetticidi e fornire ai fringuelli batuffoli di cotone trattati con pesticidi per costruire i loro nidi. Oltre alle tante azioni che si potrebbero intraprendere per combattere la mosca parassita, Clayton ricorda però che “è possibile che avvenga una risposta evolutiva negli uccelli e che il loro sistema immunitario evolva un sistema per combattere le mosche. Ma i fringuelli riusciranno a sviluppare queste difese prima che si estinguano per mano delle mosche?”.

Riferimenti: Journal of Applied Ecology DOI: 10.1111/1365-2664.12575

Credits immagine: Jennifer Koop/Università dello Utah

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