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Il mal sottile dell’ecoturismo

L’ecoturismo non è esente da rischi per l’ambiente. La presenza umana sarebbe infatti all’origine dell’epidemia di tubercolosi che sta decimando le manguste del parco nazionale di Chobe in Botswana, Africa. L’allarme viene dal Senior Wildlife Veterinary Officer che, per la prima volta, ha potuto documentare l’origine umana dell’infezione negli animali. I piccoli carnivori avrebbero contratto la Tbc cibandosi dei rifiuti di un insediamento turistico, risultato contaminato. Non è ancora chiaro invece come sia avvenuto il contagio di un gruppo di altri piccoli mammiferi, i suricati, nel Deserto del Kalahari, anch’essi colpiti da un’epidemia di tubercolosi. Per la fauna africana, la minaccia delle infezioni umane non è una novità: in passato, nei gorilla di montagna dell’Africa orientale erano state trovate nuove specie di parassiti intestinali in concomitanza con l’arrivo dei turisti. D’altro canto, osservano i veterinari, la fonte dell’infezione potrebbe anche essere locale: oltre un terzo della popolazione del Botwana è colpito dall’Aids, una patologia spesso associata alla tubercolosi. “L’ecoturismo procura molti guadagni ai Paesi africani ma andrebbe pensato in maniera diversa”, hanno commentato i ricercatori, “e il contatto tra uomini e animali andrebbe ridotto il più possibile”. (a.ca.)

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