Con il riscaldamento globale, il numero di meduse che abitano i nostri mari sono in continuo aumento. Ma quali sono le meduse più pericolose? Dipende, in sostanza, dai loro tentacoli, vicino alla bocca che sono dotati di cellule urticanti, chiamate cnidoblasti, e che differiscono per tossicità in base alla specie. Se si toccano, infatti, rilasciano un liquido tossico (nematocisti) che può essere innocuo per noi, oppure causare punture e reazioni anche molto dolorose. Sebbene nel mar Mediterraneo non ci siano meduse particolarmente pericolose per noi, ecco quali sono quelle a cui è bene prestare più attenzione.
La Caravella portoghese

Chiamata ufficialmente Physalia physalis, la Caravella portoghese non è in realtà una medusa, ma piuttosto un sifonoforo, ossia una colonia di meduse posizionate sotto uno speciale ombrello a forma di vela grazie al quale si muovono. Sebbene sia rara nel mar Mediterraneo, è una specie da cui tenersi alla larga, dato che può essere molto urticante, e fino ad oggi un solo caso di puntura è risultato mortale in Sardegna. “In presenza di questa medusa si dovrebbe sempre uscire dall’acqua”, spiegano dall’Istituto superiore di sanità (Iss). “Il contatto con P. physalis di solito causa dolore intenso e una irritazione cutanea, con rossore e piaghe nell’area della pelle venuta a contatto con i tentacoli dei polipi”.
Pelagia nocticula

La più conosciuta tra i bagnanti, la Pelagia nocticula è una medusa dal caratteristico colore violaceo che provoca anche lei delle dolorose punture, tanto che ogni anno se ne contano decine di migliaia. Si tratta di una specie molto diffusa, sia nelle acque vicine alla costa che in acque aperte e che ha la capacità di emettere luminescenza. “È molto urticante ma gli effetti sono generalmente limitati alla superficie della pelle e causano solo eritema, edema e vescicole, con dolore locale che può persiste per 1-2 settimane”, riferiscono dall’Iss. Possono, inoltre, casi di allergia “anche severa con broncospasmo, prurito e infiammazione”.
Carybdea marsupialis

Unica specie di cubomedusa presente nei nostri mari, si tratta di una medusa che ha un ombrello con la caratteristica forma a scatola. Sebbene sia meno pericolosa delle cugine che non vivono nelle nostre acque e che possono essere letali, provoca comunque dolorose punture che colpiscono migliaia di bagnanti ogni stagione estiva. Oltre a queste tre meduse più pericolose, non va scordata anche la Chrysaora hysoscella, una medusa che causa fastidiosissime lesioni cutanee e la Drymonema dalmatinum, che ha un ombrello che può raggiungere anche 1 metro di diametro.
Le meduse più pericolose e numerose
Negli ultimi anni il numero di meduse, tuttavia, è aumentato in modo significativo e le cause sono molteplici. Se da una parte, infatti, il riscaldamento globale favorisce l’introduzione di specie aliene, dall’altra ci sono le attività antropiche, come la pesca intensiva, che elimina i predatori delle meduse ma anche i loro competitori per il cibo, come crostacei e piccoli organismi dello zooplancton.
Cosa fare se si tocca una medusa
Se si tocca accidentalmente una medusa, è per prima cosa necessario rimanere calmi, eliminare i residui di medusa, sciacquare con acqua di mare, applicare impacchi freddi o un gel astringenti al cloruro di alluminio, coprire la parte colpita e non esporla al Sole. Non bisogna, invece, grattarsi strofinarsi o toccare le nematocisti, e non “sciacquare con acqua dolce, causerebbe la rottura delle nematocisti ancora intatte e il rilascio di altro liquido urticante”, concludono dall’Iss. “Non usare rimedi come ammoniaca o urina (contenente ammoniaca) alcol o aceto (a meno che non si conosca la specie con cui si è entrati in contatto) perché non hanno alcuna azione sul liquido urticante delle meduse e potrebbero ulteriormente irritare la parte colpita”.
Via: Wired.it
Credits immagine di copertina: Denis Oliveira su Unsplash





