Missione Gaia, per studiare la Via Lattea

Il satellite dell’Esa dedicato allo studio della composizione, formazione ed evoluzione della Via Lattea, è partito. Ecco come scruterà l'Universo

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Gaia, satellite della European Space Agency è partito dallo European Spaceport di Korou, Guiana francese. Ma qual è esattamente la missione del satellite Gaia, e come si appresta a realizzarla?

Annunciata nel 2000, Gaia consiste in una missione di astrometria spaziale (ossia il ramo dell’astronomia che si occupa delle misurazioni, delle posizioni, delle distanze e dei movimenti degli oggetti celesti): lo scopo finale è infatti quello di tracciare la più precisa mappa 3D della nostra galassia, grazie all’osservazione di oltre un migliaio di milioni di stelle, fino a 1,5 milioni di km oltre l’orbita del nostro pianeta. Anche l’Italia partecipa alla missione, con un contributo secondo solo a quello francese, tramite lo Science Data Center dell’Asi e gli osservatori dell’INAF di Bologna, Catania, Napoli, Padova, Roma, Teramo, Torino e Trieste.

Il satellite osserverà ognuno dei suoi obiettivi (ossia tutti gli oggetti celesti con magnitudine fino a 20, circa 400mila volte più tenui di quelli osservabili ad occhio nudo) più di 70 volte in un periodo di almeno 5 anni, graficando attentamente le loro posizioni, le distanze, i movimenti e qualsiasi cambiamento della loro luminosità, oltre a registrare la loro temperatura e composizione. Ci si aspetta che, durante la missione, la sonda scopra centinaia di migliaia di nuovi oggetti celesti, tra cui pianeti extrasolari, nane brune e asteroidi. Gaia osserverà anche circa 500mila quasar, e metterà alla prova in nuovi modi la teoria della relatività generale di Einstein.

Per fare tutto questo, Gaia sfrutterà i due telescopi ottici presenti al suo interno, che lavorano coordinati con gli strumenti scientifici necessari per determinare la distanza delle stelle, la loro velocità e tracciare lo spettro della loro luce. Durante la missione, il veicolo spaziale ruoterà lentamente, alternando i telescopi e permettendogli di osservare ripetutamente l’intera sfera celeste. Subito dopo la partenza, Gaia srotolerà uno schermo solare che misura circa 10m in diametro, per proteggere i telescopi dalla luce del Sole e per mantenere bassa la temperatura, ma anche per generare l’energia necessaria ad alimentare il satellite: la parte esterna dello schermo è infatti ricoperta di pannelli solari, che saranno costantemente rivolti verso la nostra stella.

Tutte le informazioni in tempo reale su Gaia e sulla sua missione sono disponibili sul sito dell’ESA, sul blog di Gaia e sulle pagine Facebook e Twitter.

Riferimenti: Esa

Credits immagine: ESA/ATG medialab; background: ESO/S. Brunier

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