Se la malattia ci fa diventare cattivi

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A volte la pratichiamo in prima persona, a volte ci scontriamo con quella altrui. Pensiamo di saperla riconoscere senza esitazione, ma in genere ne abbiamo paura. La cattiveria, insomma, è parte integrante della nostra vita. Tanto che la incontriamo anche in quei luoghi dove meno ce l’aspetteremmo, dove è considerata un tabù e dove se ne parla il meno possibile: in ospedale. «Nella nostra esperienza quotidiana non è raro imbatterci nella cattiveria. Un sentimento che distrugge l’alleanza tra medico, paziente e familiari del malato, mettendo a rischio tutto il percorso terapeutico e riducendo l’efficacia delle cure » , spiega Paolo Marchetti, professore di Oncologia Medica all’università La Sapienza di Roma che, a partire da un’intuizione clinica della ricercatrice Claudia Sebastiani, ha organizzato nelle scorse settimane la tavola rotonda Quando il male rende cattivi.

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