L’evoluzione del Sole, quando morirà la nostra stella?

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(Foto: Sebastien Gabriel on Unsplash)

Quanto tempo ha e quanto ancora durerà il Sole? In breve, come si evolverà in futuro la nostra stella? A provare a rispondere oggi a queste difficilissime domande sono stati i ricercatori dell’Agenzia spaziale europea (Esa) che, con gli ultimi dati raccolti dalla missione Gaia, sono riusciti a identificare e studiare accuratamente le stelle di massa e composizione simili al Sole, e prevedere così come si evolverà la nostra stella in futuro.

Con un’età di circa 4,57 miliardi di anni, ricordano dall’Esa, il nostro Sole è attualmente “nella sua confortevole mezza età, fondendo idrogeno in elio ed essendo generalmente piuttosto stabile”. Ma non sarà sempre così: quando l’idrogeno si esaurirà nel suo nucleo, si verificheranno variazioni nel processo di fusione, a tal punto da diventare, molto probabilmente, una gigante rossa. Il modo e il tempo esatto in cui accadrà dipende principalmente da quanta massa contiene una stella e dalla sua composizione chimica.


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Per capirlo, i ricercatori hanno analizzando l’ultimo database raccolto dalla missione Gaia, veicolo spaziale lanciato nel 2013 che ha lo scopo di raccogliere informazioni sulle stelle della nostra galassia, riguardante le proprietà intrinseche, come la temperatura, le dimensioni e la massa, di centinaia di milioni di stelle. “Volevamo avere un campione di stelle davvero puro con misurazioni ad alta precisione”, spiega l’autore dell’analisi Orlagh Creevey, ricercatore dall’Osservatorio della Costa Azzurra. Per farlo, lui e il suo team si sono focalizzati su stelle con temperature superficiali comprese tra i 3mila e i 10mila Kelvin (quella del Sole è di 6mila K), ossia quelle più longeve della nostra galassia, e quindi più utili a svelarci preziose informazioni sulla storia della Via Lattea.

Successivamente, i ricercatori hanno osservato solo le stelle (circa 6mila) che avevano la stessa massa e composizione chimica del Sole. Da qui, sono riusciti a tracciare una linea, attraverso il diagramma HR, che rappresenta l’evoluzione della nostra stella dal suo passato al suo futuro. Ricordiamo che il diagramma HR, noto come diagramma Hertzsprung-Russell, serve a correlare la luminosità intrinseca di una stella con la sua temperatura superficiale. In questo modo, quindi, è possibile capire come le stelle si evolvono durante i loro lunghissimi cicli di vita.

In particolare, dai risultati dell’analisi è emerso che il Sole raggiungerà una temperatura massima quando avrà circa 8 miliardi di anni. Una volta compiuti, si raffredderà e aumenterà di dimensioni, diventando una stella gigante rossa intorno ai 10-11 miliardi di anni. Infine, dopo questa fase, il Sole morirà, diventando una debole nana bianca. “Se non conosciamo il nostro Sole (ci sono molte cose che ancora non sappiamo) come possiamo aspettarci di capire tutte le altre stelle che compongono la nostra meravigliosa galassia?”, commenta Orlagh. “La missione Gaia include molti aspetti dell’astrofisica”, continua l’esperto, sottolineando che certamente il database fornito dalla missione non svelerà dettagli solo sul passato e futuro del Sole, ma potrà rispondere anche a molte altre domande come: tutti gli analoghi solari hanno sistemi planetari simili al nostro? E ancora: ruotano a una velocità simile al Sole?

Via: Wired.it

Credits immagine: Sebastien Gabriel on Unsplash