Difficoltà a prendere sonno? Provate a scrivere una lista delle cose da fare

lista sonno
(Foto via Pixabay)

C’è chi consiglia di provare con latte e tisane calde, chi raccomanda di mangiare leggero prima di coricarsi e chi di prestare particolare attenzione al materasso, cuscino, pigiama e temperatura, per rendere l’ambiente il più possibile adatto al riposo e combattere l’insonnia. C’è addirittura chi consiglia di provare con la noia, e chi, come suggerisce oggi una ricerca guidata da Michael K. Scullin dell’Università Baylor di Waco, in Texas, di compilare una lista di tutti i compiti che ci attendono l’indomani per ottenere uno stato di rilassamento mentale che favorisce il sonno.

“Siamo sottoposti a stimoli 24 ore al giorno per 7 giorni su 7 – ha raccontato Scullin – e la nostra lista degli impegni sembra continuamente aumentare, causandoci ansia all’ora di coricarci, per tutto quello che non abbiamo finito di fare”. Ma se invece di tenerci tutto nella testa si provasse a scrivere gli impegni in una sorta di to-do list, scaricandoli su carta, potremmo forse allentare questa ansia e conciliare il sonno?

Per scoprirlo Scullin ha arruolato nel proprio studio 57 studenti (età compresa tra 18 e 30 anni), suddividendoli in due gruppi. I ragazzi sono stati quindi sottoposti a due diversi test: il primo gruppo doveva dedicare 5 minuti prima di mettersi a dormire a scrivere l’elenco delle cose da fare il giorno dopo, il secondo, invece, era chiamato a compilare una lista di quanto fatto il giorno stesso. “Ci sono due scuole di pensiero in proposito – precisa Scullin – una sostiene che scrivere elenchi relativi al futuro accrescerebbe la preoccupazione per i compiti non ancora terminati e ritarderebbe il sonno, l’altra invece sostiene che redigere liste delle attività completate non provocherebbe ansia”. L’esperimento è stato condotto in un laboratorio appositamente attrezzato per controllare il sonno, usando la polisonnografia per registrare diversi parametri fisiologici legati all’attività del cervello.

Analizzando i risultati del test, i ricercatori hanno osservato che tanto più le to-do list erano specifiche e dettagliate, tanto più in fretta giungeva il sonno, mentre un comportamento opposto è stato riscontrato nei volontari che scrivevano liste di attività fatte durante il giorno. Visto il numero limitato di partecipanti all’esperimento, ora Scullin mira a replicare il test su scala più ampia, al fine di ottenere ulteriori conferme sperimentali e cercare di capire se e come alcuni aspetti, come quelli relativi alla personalità, all’ansia e alla depressione possano influenzare quanto osservato.

Riferimenti: Journal of Experimental Psychology

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