Trasformare il metano in CO2 per ridurre l’effetto serra: un’idea assurda che può funzionare

metano
(Foto via Pixabay)

Trasformare un gas serra in un altro, meno pericoloso, per ridurne significamente la concentrazione in atmosfera. Trasformare, in carbonica (CO2) il metano, un gas serra con un potenziale di riscaldamento molto superiore rispetto a quello dell’anidride carbonica, la CO2. L’approccio, che sembrerebbe controintuitivo e controproducente è stato pubblicato su Nature Sustainability da un gruppo di ricercatori della Stanford University, che spiegano perché invece l’idea potrebbe funzionare contro il riscaldamento climatico.

Il metano, un gas serra molto potente

Il metano è un gas serra presente in atmosfera in concentrazioni molto inferiori rispetto a quelle dell’anidride carbonica, rispetto alla quale però è più incisivo nel contribuire ai cambiamenti climatici. Infatti, anche se la quantità di COin atmosfera è molto maggiore, il metano è circa 84 volte più potente in termini del riscaldamento globale, una stima effettuata durante i primi 20 anni del suo rilascio. Per questo intervenire sul metano può fornire un approccio complementare, spiegano gli autori, per ridurre i gas serra.

In generale ben il 60% il metano è di origine umana: è presente in miniere di carbone, discariche, attività petrolifere ed è utilizzato dall’essere umano per il riscaldamento delle abitazioni, per cucinare, per alimentare automobili e camion. Altre sorgenti naturali riguardano il processo di digestione del bestiame e i batteri presenti nelle coltivazioni di riso, che incidono per una buona fetta rispetto alla produzione di metano. Intervenire per eliminare queste ultime emissioni (bestiame e agricoltura) è un processo molto complesso e costoso, secondo i ricercatori, che hanno individuato un approccio innovativo e potenzialmente molto efficace.

L’idea dei ricercatori di Stanford

L’idea sembra controintuitiva, a detta degli stessi autori, dato che si tratterebbe di trasformare un gas serra in un altro gas serra, tuttavia la contraddizione è soltanto apparente. “Se messa a punto in maniera perfetta, questa tecnologia potrebbe far tornare l’atmosfera a concentrazioni pre-industriali di metano e altri gas”, ha dichiarato Rob Jackson, primo autore del paper.

I principali scenari attuali per rispettare l’accordo di Parigi sul clima prevedono di ridurre le emissioni in atmosfera di COe di rimuovere quella che è già in atmosfera attraverso approcci come l’uso della vegetazione (piantare alberi) e la catturasotterranea dell’anidride carbonica

Ma questo non riporterà l’atmosfera ad un livello pre-industriale, sottolineano gli scienziati di Stanford. Al contrario, i ricercatori hanno ideato una tecnologia, che potrebbe integrare gli approcci per ridurre la CO2, che è in grado di eliminare 3,2 tonnellate di metano e trasformarlo in una quantità di anidride carbonica pari a pochi mesi di emissioni industriali globali.

La tecnologia per realizzarla

Nello studio gli autori descrivono una possibile tecnologia per realizzare questo progetto, che sottopongono alla valutazione della comunità scientifica. L’ipotesi è quella di utilizzare zeoliti, minerali dalla struttura cristallina costituiti principalmente da alluminio, silicio e ossigeno, che potrebbero funzionare come spugne per assorbire il metano in atmosfera. “La struttura molecolare porosa, l’area della superficie relativamente grande e l’abilità di ospitare il rame e il ferro negli zeoliti – rimarca Ed Solomon, coautore dello studio, “rende questi materiali dei catalizzatori promettenti per catturare il metano ed altri gas”.

Lo scenario previsto dagli autori prevede la realizzazione di grandi strutture con ventole elettriche che spingono l’aria attraverso delle camere rotanti o reattori rivestiti con zeoliti o altri catalizzatori polverizzati oppure strutturati in forma sferica o cilindrica compatta, in modo da massimizzare l’area di assorbimento del metano. “Gli zeoliti e altre tecnologie – scrivono gli autori nel paper – devono essere valutate e devono diventare un obiettivo per ridurre le concentrazioni di metano in atmosfera da 1.860 ppb (parti per miliardo) a livelli pre-industriali di circa 750 ppb. Questo traguardo per il ripristino dell’atmosfera fornisce un’architettura valida per un cambiamento in un momento in cui un’azione per il clima è disperatamente necessaria”.

Via: Wired.it

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