Cambiamenti climatici: una priorità per otto italiani su dieci

cambiamenti climatici

Gli italiani hanno a cuore la lotta contro i cambiamenti climatici. È questo uno dei più importanti dati emersi dal nuovo sondaggio svolto dal Social Research Institute di Ipsos e commissionato dall’European Climate Foundation, secondo cui la stragrande maggioranza degli italiani che voteranno alle elezioni europee del 23-26 maggio prossimi vuole votare per quei partiti politici che intraprenderanno delle azioni mirate contro i cambiamenti climatici. Infatti, più dell’80% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di voler partiti politici che affrontino il problema del riscaldamento globale e facciano dell’Europa il leader nella lotta al cambiamento climatico.

Per un’ Europa sostenibile

Il sondaggio, condotto lo scorso gennaio, ha coinvolto campioni di duemila adulti di età compresa tra i 18 e i 65 anni in 11 paesi europei (Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Italia, Olanda, Polonia, Slovacchia e Spagna). “I risultati di questo sondaggio fanno eco alle preoccupazioni sollevate da milioni di cittadini europei che hanno marciato negli ultimi mesi per chiedere ai nostri leader politici di agire sul clima”, commenta Laurence Tubiana, dell’European Climate Foundation. “L’azione per il clima non è una questione che interessa un solo partito politico ed è chiaro come sia divenuta ormai un argomento fondamentale per gli elettori”.

L’età non conta

Per quanto riguarda i dati relativi al nostro paese, i cambiamenti climatici rappresentano un criterio di voto per tutte le fasce d’età: per l’83% dei giovani, per il 90% degli italiani tra i 60 e 65 anni e per l’87% tra i 45 e i 59 anni. “La lotta al cambiamento climatico e la protezione ambientale sono ora in cima alle priorità di tutti gli italiani, grandi e piccoli. Per troppo tempo la politica ha ignorato questa sfida che si profila essere la più importante del secolo”, commenta Luca Bergamaschi, dell’organizzazione per il cambiamento climatico E3G.

Cambiamenti climatici

Dalle risposte è emerso che gli argomenti climatici e ambientali più sentiti sono i danni all’ambiente dovuti a rifiuti, inquinamento e altre attività nocive. L’86% degli italiani, infatti, “vorrebbe che i partiti politici obbligassero le aziende più inquinanti ad essere più ‘pulite’ e a smettere, quindi, di distruggere il pianeta”, si legge nel sondaggio. Un altro86%, inoltre, crede che i prezzi di gas ed elettricità sia ormai alle stelle e che il passaggio alle energie pulite dovrebbe quindi tradursi in notevoli risparmi energetici. E ancora: l’85% ritiene che sia importante adottare una produzione di cibo sostenibile e salutare, e vorrebbe quindi che i partiti politici attuassero strategie per ridurre l’uso di pesticidi e antibiotici nella produzione alimentare e preservare, quindi, la salute dei cittadini.

Inoltre, per l’82% degli italiani la natura è in serio pericolo: i partiti politici, hanno dichiarato gli intervistati, dovrebbero impegnarsi a fermare coloro che stanno distruggendo la fauna selvatica. L’81% degli intervistati, inoltre, è consapevole che le ondate di calore e la siccità della scorsa estate sono un chiaro segnale di ciò si verificherà anche nel futuro e vorrebbe quindi maggior investimenti destinati alla protezione contro gli eventi climatici estremi. Infine, il 76% di loro ha dichiarato di essere consapevole del fatto che ciò che causa l’inquinamento atmosferico, come per esempio i motori a diesel, provocano anche l’aumento del riscaldamento globale. Per questo, i partiti politici dovranno limitarne l’uso affinché ognuno possa respirare aria più pulita.

Gli italiani consapevoli

Il sondaggio, precisa Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia WWF Italia, dimostra almeno tre cose. “La prima è che gli italiani sanno bene che dobbiamo all’Europa gran parte della legislazione ambientale, su clima, inquinamento e natura, e si aspettano che l’Europa su questo sia sempre più leader”, spiega l’esperta. “La seconda è che questa convinzione è largamente maggioritaria in tutte le fasce d’età della popolazione, non sono solo i giovani ad averla”.

La terza, conclude l’esperta, è che il dibattito pubblico politico italiano non rappresenta affatto, o rappresenta solo in parte, le preoccupazioni più profonde della popolazione, e questo aumenta il distacco tra cittadini ed eletti. “Ci auguriamo che queste elezioni europee siano l’occasione per iniziare a colmare questo gap e che il nuovo Parlamento e le nuove istituzioni europee colgano l’occasione di un vero rilancio dell’Unione Europea per affrontare il problema epocale del nostro tempo, il cambiamento climatico, lavorare insieme agli altri Paesi e costituire un buon esempio in ambito in globale”.

Riferimenti: Ipsos Mori

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1 commento

  1. Gli italiani sono poco e male informati. Il nostro è il paese europeo con l’atmosfera più inquinata, ma la causa non è imputabile che per il 20 per cento al traffico veicolare, bensì alla pessima coibentazione termica degli edifici quasi tutti in classe energetica (APE) G, la peggiore, che richiede ingenti quantità di consumo di combustibili per il riscaldamento e il raffrescamento.

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