Uno studio dell’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione (Istc) del Cnr ha messo in evidenza come i lavoratori esposti a stress ambientali, tra i quali il rumore da traffico urbano, siano meno attenti rispetto a coloro che invece lavorano solitamente in ambienti silenziosi. “La nostra ricerca è stata condotta su una popolazione lavorativa di 81 soggetti”, spiega Franca Tecchio, dell’Istc e responsabile dell’unità Meg dell’ospedale Fatebenefratelli sull’Isola Tiberina a Roma: “39 soggetti esposti a stress urbani (20 uomini e 19 donne), che lavorano come vigili urbani su strada, e 42 controlli (29 uomini e 13 donne), che invece svolgono la loro attività in ufficio”.
Al campione è stato fatto effettuare il test delle parole colorate di Stroop. “Questo test”, spiega Tecchio, “è composto da tre prove della durata totale di circa tre minuti. Nella prima prova al soggetto viene chiesto di leggere una serie di 100 nomi di colori, rosso, marrone, blu, e così via scritti in nero; si prosegue con la richiesta di nominare il colore dell’inchiostro di una serie di 100 quadrati; infine il soggetto deve riconoscere il colore dell’inchiostro di altre 100 parole che sono colore-incongruenti (rosso scritto in blu, va detto blu, per esempio)”.
I risultati ottenuti dallo studio mettono in evidenza significative differenze che indicano effetti sulla capacità cognitiva nel gruppo degli “esposti”, nonostante il maggior numero di anni di lavoro dei soggetti di controllo. Un problema che però non coinvolge solo i vigili urbani. Si stima infatti che il 20 per cento della popolazione europea, circa 80 milioni di persone, sia esposta a livelli di rumore da traffico urbano ritenuti inaccettabili. “A essere esposti cronicamente a rumore e ad altri stress urbani sono, in particolare, alcune tipologie di lavoratori 2outdoor”, come postini, autisti dei mezzi pubblici ed edicolanti”.





