HomeVitaAnche i dinosauri erano dei genitori amorevoli

Anche i dinosauri erano dei genitori amorevoli

Anche dopo milioni di anni, i denti possono dirci molto sulle abitudini alimentari dei loro possessori. Per esempio, le tracce rinvenute sui denti fossili di Maiasaura peeblesorum, un dinosauro erbivoro lungo 9 metri e vissuto tra i 75 e gli 80 milioni di anni fa, durante il Cretaceo superiore, indicano che i piccoli mangiavano cibi più nutrienti rispetto a quelli assunti dagli animali adulti, e fanno ipotizzare forme di accudimento simili a quelle presenti in alcune specie di uccelli odierni. È quanto emerge da uno studio condotto dai paleontologi John Hunter, dell’Università statale dell’Ohio, e Christine Janis, dell’Università di Bristol, pubblicato sulla rivista Palaeogeography, Palaeoclimatology, Palaeoecology. La ricerca aiuta a comprendere l’evoluzione di comportamenti sociali protettivi nei confronti della prole in alcuni animali, spostando la loro origine alla preistoria.

Denti diversamente usurati

Maiasaura peeblesorum è una specie di dinosauro appartenente alla famiglia degli adrosauridi o adrosauri, soprannominati dinosauri a becco d’anatra, per la forma particolare del muso largo e piatto. Viveva in branchi di grandi dimensioni nel Nord America, specialmente nel Montana, dove si concentra la maggior parte dei ritrovamenti fossili.

Nel 1978, quindici piccoli scheletri di adrosauro sono stati rinvenuti uno vicino all’altro in una struttura simile a un nido, insieme a resti di gusci d’uovo. Per i paleontologi si tratta della prima evidenza di organizzazione familiare in un gruppo di dinosauri, e alcuni ipotizzano che gli individui adulti si prendessero cura dei più giovani. Tant’è vero che la specie è stata chiamata Maiasaura, “buona madre lucertola”, riferendosi alla dea greca Maia che nella mitologia romana incarnava il concetto di crescita. Ora un’analisi più attenta dei denti fossili rafforza l’ipotesi delle cure parentali, e rivela nuovi indizi su come gli adulti nutrissero i piccoli.

Gli autori dello studio hanno confrontato i segni di usura dei denti rinvenuti sugli scheletri fossilizzati. Gli adulti mostravano un’usura da “tranciamento”, che deriva dal tirare e tagliare cibi duri e fibrosi, e che lascia dei denti più sporgenti. I giovani Maiasaura, invece, presentavano un’usura da “schiacciamento” che si genera dal movimento verticale dei denti uno contro l’altro, adatto a frantumare cibi più morbidi e dalla struttura omogenea. Di conseguenza, i denti risultano più piatti e orizzontali.

Per spiegare le loro osservazioni, i ricercatori hanno collegato queste differenze ai dati provenienti da mammiferi erbivori odierni. I ruminanti, come cavalli, bovini, o antilopi che si nutrono di erba, germogli, e foglie ricche in fibra ma dal basso valore proteico, hanno profili dentali più simili a quelli degli adrosauri adulti. Invece i mammiferi frugivori, come i tapiri, che si nutrono di cibi poveri in fibra ma più ricchi di proteine e carboidrati solubili come semi e frutta, hanno profili dentali più simili ai piccoli adrosauri. È quindi molto probabile che i giovani Maiasaura mangiassero cibi più nutrienti rispetto a quelli ingeriti dai loro genitori.

Dai fossili alle cure parentali

Ricerche precedenti hanno ipotizzato che i piccoli Maiasaura rimanessero in prossimità del nido per 45-70 giorni dal momento della schiusa dell’uovo. È quindi improbabile che vagassero alla ricerca di cibo ma che dipendessero dai genitori per sfamarsi. Questa condizione accompagna le specie altriciali, quelle in cui i piccoli sono sottosviluppati alla nascita e maturano con l’aiuto degli adulti. Tratto che accomuna varie specie di uccelli e mammiferi, umani compresi. Secondo il nuovo studio, insomma, i Maiasaura si sarebbero dimostrati dei genitori attenti, alimentando la prole con pasti più nutrienti di quelli che loro stessi consumavano.

Gli autori non escludono però anche una spiegazione alternativa. Invece di consumare cibi diversi, è possibile che i genitori nutrissero i figli rigurgitando parzialmente il cibo dalla bocca, un comportamento oggi diffuso tra varie specie animali. Ma una dieta dall’alto valore nutritivo e quindi di alta qualità, sottolineano gli autori, ben si sposa con la crescita ossea rapida, quasi esplosiva, che i piccoli Maiasaura manifestavano nel primo anno di vita. “Per gli uccelli, nutrire i piccoli è un comportamento molto antico”, spiega John Hunter. “Il nostro studio dimostra che questo comportamento è in realtà ancora più antico ed era probabilmente presente anche fra i dinosauri”.

Credits immagine: Meridas (Vladimír Socha) via Wikimedia Commons CC

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