Dormire il giusto numero di ore (per la maggior parte delle persone significa almeno 7 per notte) è una condizione necessaria per mantenerci in salute, ma secondo una nuova ricerca del Boston Children’s Hospital e della Harvard Medical School potrebbe non essere sufficiente. Sembra, infatti, che rispettare il proprio ritmo circadiano sia fondamentale, in particolare per il benessere cardiovascolare. In altre parole, se non si ha riguardo della propria routine, andando a letto e svegliandosi sempre grossomodo alla stessa ora, il rischio di eventi cardiaci aumenta in modo significativo. Lo studio sarà presentato al congresso 2026 dell’American Heart Association (AHA), che si svolgerà dal 6 al 9 novembre a Chicago.
Un milione di notti
I ricercatori hanno seguito le routine di riposo di oltre 10mila persone sane che hanno partecipato al programma “All of Us” dei National Institutes of Health (NIH), monitorando, attraverso dispositivi indossabili, oltre un milione di notti in totale. Hanno così tracciato il tempo di sonno e la costanza degli orari di addormentamento e di sveglia per sei mesi e continuato ad aggiornare i dati clinici dei partecipanti per più di 3 anni, scoprendo che variare gli orari non è indifferente per la salute cardiovascolare.
Sonno, quanto e come dobbiamo dormire per avere benefici sulla salute
La sregolatezza mette a rischio il cuore
I dati mostrano, per esempio, che il rischio di infarto, ictus e scompenso cardiaco cresce del 20-23% quando si modificano gli orari a cui ci si corica. Inoltre, ogni incremento di 29 minuti nella variabilità della durata del sonno si associa a un aumento del 24% del rischio cardiovascolare complessivo, del 29% della probabilità di malattie del muscolo cardiaco e del 20% quella di insufficienza cardiaca. Anche singoli cicli di sonno troppo lunghi si accompagnano a un incremento del 55% del rischio di infarto o ictus, e non va dimenticata la correlazione con l’aumento di condizioni metaboliche come obesità e insulino-resistenza. La costanza negli orari di addormentamento e risveglio, invece, è associata a una riduzione del rischio di morte per cause cardiovascolari dal 22% al 57%.
La forza delle buone abitudini
Come spiega Marie-Pierre St-Onge dell’AHA, però, i risultati dello studio devono essere interpretati. L’indagine è di tipo osservazionale e non dimostra un rapporto di causa-effetto diretto tra l’irregolarità delle tempistiche del riposo e il rischio per la salute cardiovascolare, non più di quanto non faccia la durata complessiva del riposo comunque. I minuti di variazione indicati e associati a un incremento del rischio, inoltre, esprimono una media calcolata su sei mesi: non si riferiscono a sporadici eventi.
Tuttavia, un consiglio rimane valido: svegliarsi e coricarsi alla stessa ora è una scelta semplice da attuare e contribuisce a tutelare il cuore. “Sebbene ci si concentri spesso sull’obiettivo di dormire otto ore complete ogni notte – ha commentato il neuroscienziato Nguyen Minh Tuan Viet, primo autore dello studio – mantenere orari di sonno regolari, cioè andare a letto, svegliarsi e dormire per una durata costante, notte dopo notte, rappresenta un passo pratico e concreto che chiunque può compiere, capace di contribuire a proteggere il cuore e i vasi sanguigni”.





