Alluvioni al Nord, siccità al Sud. È questa la conclusione dell’imponente documento “Comunicazione nazionale sui cambiamenti del clima”, la cui stesura è stata conclusa in questi ultimi giorni. Il dossier, che da oggi in poi verrà presentato ogni tre anni all’Onu, è elaborato da diversi soggetti, tra cui l’Enea. Il climatologo Vincenzo Ferrara, capo della Divisione Clima dell’Enea, afferma che le tematiche di rilievo del documento comprendono i cambiamenti climatici, la politiche energetiche, le emissioni dei “gas serra” e il loro impatto ambientale. I primi dati riguardanti il nostro clima non sono affatto incoraggianti. Dal 1865 al 2000, infatti, l’incremento delle temperature nel nostro Paese è risultato di 0,8 gradi, mentre nel resto del mondo è stato di 0,6. Bisogna “frenare il galoppante effetto serra, ma anche imparare a difendersi meglio e porre in atto misure di mitigazione dei disastri climatici”, sostiene Ferrara. Il Sud tende alla desertificazione, mentre il Settentrione viene sconvolto da piogge violente e distruttive. I terreni non sono in grado di sopportare il carico intenso delle precipitazioni e i risultati sono le emergenze degli ultimi giorni. Diminuiscono le precipitazioni totali ma anche i giorni di pioggia all’anno. Oltre agli effetti a breve termine, sono allo studio degli esperti anche quelli più a lunga scadenza. Uno tra tanti è il decremento del livello del Mar Mediterraneo, di conseguenza sempre più salato. Negli ultimi decenni sono inoltre diminuiti gli apporti di acqua dall’Oceano Atlantico. Tutto questo porta a ipotizzare la formazione di un dislivello sullo stretto di Gibilterra in grado di isolare il Mediterraneo, riducendolo a una sorta di Mar Morto. (s.s.)





