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Einstein in dieci lezioni

di
Giovanna Dall'Ongaro

Michael J. Gelb
Il genio che c’è in te. Imparare a pensare come le dieci menti più rivoluzionarie della storia
Il Saggiatore 2006, pp. 361, euro 19,00

Geni si nasce? No, si diventa. E con un intenso e costante allenamento chiunque può riuscirci. E’ quanto sostiene Michael J. Gelb, fondatore e presidente dell’High Performance Learning Centre, in Il genio che c’è in te. Imparare a pensare come le dieci menti più rivoluzionarie della storia, un’opera a metà strada tra il classico “manuale di autostima” e gli Esercizi spirituali di S.Ignazio di Loyola.

L’ambizioso obiettivo del titolo è però, già nelle pagine introduttive, immediatamente ridimensionato: in sostanza si tratta di imparare da dieci grandi personaggi, scelti da Gelb come figure archetipiche (Platone, Brunelleschi, Colombo, inserito nel novero nonostante alcune perlessità dell’autore, Copernico, Elisabetta I, Shakespeare, Jefferson, Darwin, Gandhi, Einstein) le strategie che rendono possibili i successi nella vita personale. Lo dice chiaramente Gelb: “Come possiamo mettere in pratica la saggezza e l’esperienza di queste grandi menti in modo da portare più felicità, bellezza, verità e bontà nella nostra vita e nella vita dei nostri figli…?”.

Quindi non facciamoci troppe illusioni, nessuno di noi, talenti eccezionali a parte, dopo la lettura di questo libro enuncerà rivoluzionarie teorie astronomiche, inventerà forme architettoniche innovatrici o lascerà un segno indelebile nella storia del proprio paese come fece Elisabetta I in Inghilterra. Perché in fondo, come disse Newton,“non siamo che nani sulle spalle dei giganti”. Però possiamo almeno cercare di salire sulle spalle giuste.

Nella scelta del dream team Gelb ha adottato principalmente due criteri: quello dell’impatto universale dell’opera e il fatto che le innovazioni originali e rivoluzionarie possano essere attribuite a un solo individuo. Scontati i reclami per gli illustri esclusi: Mozart e Beethoven, Cristo, Buddha, Michelangelo, e così via. Ma Gelb non ha rimorsi (l’unica esclusione di cui sente di dover dare giustificazione è quella di Leonardo da Vinci, considerato da Gelb il più grande genio di tutti i tempi e a cui ha già dedicato due libri) perché la sua scelta gli permette di associare ad ogni nome un esemplare modus operandi e stilare così un decalogo di precetti fondamentali: amate la sapienza (Platone); ampliate la vostra prospettiva (Brunelleschi); andate oltre, siate ottimisti, lungimiranti audaci (Colombo); rivoluzionate la vostra visione del mondo (Copernico); esercitate il potere con equilibrio ed efficacia (Elisabetta I); coltivate la vostra intelligenza emotiva (Shakespeare); esaltate la vostra libertà nella ricerca della felicità (Jefferson); sviluppate una mente aperta e capace di osservare (Darwin); applicate i principi del genio spirituale (Gandhi); liberate l’immaginazione e il gioco combinatorio (Einstein).

Ogni capitolo si conclude con una scheda di autovalutazione e degli esercizi da compiere. Per ottenere il massimo da questo libro Gelb però ci consiglia anche di tenere un diario, di creare un gruppo di lavoro sugli esercizi e di avviare un dialogo immaginario con i geni. Nelle conclusioni l’autore torna a spiegare perché la sua scelta è ricaduta su quei dieci personaggi, ne descrive l’impatto sulla propria vita e rintraccia le principali caratteristiche di quei geni anche in individui della nostra epoca. Oliver Sacks e Jane Goodal, per esempio, sono due rappresentati dello spirito di Darwin, così come Arthur Miller lo è di Shakespeare. Di facile presa su quei lettori amanti dei “compiti a casa”, volenterosi apprendisti dell’automiglioramento, Il genio che c’è in te è un esempio felice di un genere sicuramente poco apprezzato dalle accademie di casa nostra, ma molto popolare oltre oceano.

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