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Alla scoperta dell’evoluzione

di
Mauro Capocci

Carl Zimmer
Evolution. The Triumph of an Idea
William Heinemann, 2002
pp.364, euro 32,41

“Vi è qualcosa di grandioso in questa concezione della vita”. Così nel 1859 scriveva Darwin alla fine dell’ “Origine delle Specie”, dopo aver passato in rassegna tutte le prove disponibili in favore della sua ipotesi di evoluzione per selezione naturale. Dopo quasi 150 anni, l’evoluzione è ampiamente dimostrata: le prove in suo favore sono talmente schiaccianti che solo i creazionisti più ottusi ancora ne negano la realtà. Per ciò che riguarda le cause dell’evoluzione le cose sono invece più sfumate: la selezione naturale è ancora considerata la principale forza evolutiva, ma una varietà di meccanismi sono stati affiancati a essa. Questo ovviamente non inficia, come invece vorrebbero i sostenitori dell’Intelligent Design (riproposizione in veste pseudoscientifica dell’intervento divino nella storia della vita), il materialismo sottinteso dall’evoluzione darwiniana, né la realtà dell’evoluzione stessa.

Il volume di Carl Zimmer è una sorta di aggiornamento dell’opus magnum di Darwin: le quattro parti in cui è diviso prendono in considerazione tutti gli aspetti della teoria dell’evoluzione. La prima sezione è soprattutto di ricostruzione storica: la nascita dell’ “Origine delle specie”, attraverso le controversie che hanno segnato le scienze della vita nella prima metà dell’Ottocento e la vita di Darwin. Le parti successive raccontano invece lo stato dell’arte dell’evoluzionismo nei diversi ambiti scientifici. Il libro si trasforma quindi in un affascinante viaggio nelle scienze della vita odierne, perché la teoria dell’evoluzione è importante per qualsiasi disciplina che si occupi di vita organica. Dalla medicina alla biologia molecolare, dalla paleontologia all’ecologia – per citarne solo alcune – l’evoluzione entra in modo rilevante nei programmi di ricerca, costituendo il grande sfondo in cui le scienza della vita si muovono. In modo esemplare, Zimmer non si schiaccia su posizioni esclusivamente selezioniste, ma prende in considerazione anche le posizioni più recenti e meno ortodosse che sottolineano l’importanza delle estinzioni di massa e dei vincoli evolutivi che rispondono alle leggi dell’autorganizzazione.

L’ultima parte del volume è invece dedicata alle controversie contemporanee sul darwinismo in particolare al “creazionismo scientifico” e ai temi legati all’evoluzione umana. Della prima, Zimmer non può fare altro che raccontare le minacce rappresentate dall’ignoranza e dalla malafede delle amministrazioni Usa (Reagan prima, poi i due Bush). Sugli altri, Zimmer coglie bene i tratti scientifici, mantenendo una notevole lucidità nel presentare i diversi punti di vista, rimanendo lontano dai pregiudizi che troppo spesso influenzano tali discussioni. L’autore raggiunge quindi almeno due scopi nel volume: mostrare che l’evoluzione è un’ipotesi guida utilissima nella ricerca; e che essa è un fatto, le cui prove documentali provengono da ambiti talmente lontani tra di loro che non è più possibile metterli in dubbio. Il virus dell’Hiv e i dinosauri, la savana africana e la provetta di laboratorio, vengono tenuti insieme dalla teoria dell’evoluzione, e Zimmer, da anni columnist di Natural History, ha facilità e felicità di scrittura nel descrivere quali siano i legami che li connettono. Il volume si legge quindi come un romanzo, nonostante sia densissimo di cognizioni scientifiche, anche perché l’apparato iconografico del volume e’ accuratissimo e dà un valido supporto alla lettura. Il viaggi di scoperta che comincia in questo volume continua on line sul sito “Evolution”, perché entrambi fanno parte di un progetto di divulgazione scientifica che prevede anche una serie di documentari televisivi. L’importazione è caldamente consigliata.

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