La festa della birra che fece vivere un impero per oltre 500 anni

festa della birra

Eccoli lì, tutti riversi sul prato ancora con le birre in mano. Potrebbe essere la fotografia di una qualche festa della birra, magari l’ultimo giorno, quando si devono finire i fusti non curanti di cosa avverrà il giorno dopo. E invece è la probabile ricostruzione di un importante rituale collettivo che si teneva tra gli Huari, una popolazione andina il cui impero durò oltre 500 anni prima di essere soppiantato dall’ascesa degli Inca, intorno al 1100 d.C. A Cerro Baúl, tra le montagne a Sud dell’attuale Perù, un centinaio di capi politici Huari si radunavano ciclicamente per rinsaldare i legami di lealtà all’impero e lo facevano bevendo la chicha, una sorta di birra a bassa gradazione. E nella lunga storia di sbronze dell’umanità, questa Oktober Fest aveva un significato molto politico: svolgeva infatti un ruolo fondamentale per la stabilità e la coesione (un po’ come i giochi circensi nell’impero romano) di un territorio che si estendeva per oltre mille chilometri. Questa, almeno, l’opinione di un team di antropologi del Field Museum di Chicago che in uno studio pubblicato sulle pagine di Sustainability ha analizzato quanto resta di un’antica “birreria” Huari.

Quest’anno tutti a Cerro Baúl

Cerro Baúl si trova sulla sommità di un altopiano ed era uno dei centri politici e cerimoniali dell’Impero Huari. Proprio a Cerro Baúl, quasi vent’anni fa, Ryan Williams e Donna Nash, i due antropologi che hanno coordinato le nuove ricerche, avevano effettuato una scoperta particolarmente interessante: “Sotto molti aspetti assomigliava a una moderna microbrewery di chicha – la descrive Williams – “uno stabilimento di produzione che si trovava a due passi dalle taverne dove la ‘birra’ veniva consumata”.

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Gli scavi a Cerro Baúl. Crediti immagine: Field Museum

La birra leggera e acida, come spiegano i ricercatori, si manteneva soltanto per una settimana dalla produzione e perciò andava consumata in fretta. Non poteva essere spedita e dunque bisognava accorrere a Cerro Baúl per berla. “Le persone sarebbero venute qui, durante particolari feste, per proclamare o riaffermare la loro lealtà ai signori Huari e magari portare tributi e giurare fedeltà allo stato Huari”, spiega Williams. La festa della birra era quindi un’occasione politica: centinaia di personalità provenienti dai quattro capi dell’impero si trovavano a Cerro Baùl per bere chicha da grandi vasi di ceramica, alti un metro e decorati con le immagini degli dei Huari. E nel frattempo, intessevano relazioni che aiutavano a rinsaldare la lealtà di territori estremamente lontani dai centri di potere dell’impero.

Come scovare le tracce dell’antica birra

Per ricostruire la storia di queste feste rituali, il team è partito proprio dallo studio dei cocci di vaso, e ha fatto uso di un vasto numero di tecniche di indagine, ricorrendo persino ad un’analisi atomica. Sparando un laser sulla superficie dei vasi, i ricercatori hanno rimosso microscopici residui di birra e li hanno poi riscaldati alla temperatura di 6000 gradi, per romperne le molecole e analizzare i campioni a livello atomico. “La cosa davvero interessante – dice Williams – è che siamo riusciti a scendere a contare gli atomi nei pori della ceramica, per ricostruire la massa delle molecole della birra risalente a un migliaio di anni fa”.

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Ricreare l’antica birra. Crediti immagine: Donna Nash

Ma accanto a questa tecnica all’avanguardia, i ricercatori hanno utilizzato anche un metodo molto più artigianale: con l’aiuto di birrai peruviani, hanno tentato di ricostruire il processo di birrificazione della chicha, per capire meglio quella che doveva essere la produzione e la conservazione all’epoca.

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Ricostruzione di uno dei vasi Huari per la birra. Crediti immagine: Donna Nash

Chicha, una birra di pepe per la festa

I ricercatori sono così arrivati a due conclusioni. La prima è una conferma: la birra non si allontanava mai da Cerro Baul, perché l’argilla di cui sono fatti i vasi è della zona. La seconda: l’ingrediente principale della bevanda era il pepe. Probabilmente, gli Huari lo usavano perché resistente alle siccità, al posto di ingredienti come il mais, che pretende molta acqua. E poi spedire vasi ricolmi di pepe doveva essere più facile che spedire in fretta e furia la chicha. In questo modo, gli Huari potevano disporre costantemente della birra di pepe necessaria per la festa. “Pensiamo che il costume di produrre e servire birra davvero facesse da collante per queste popolazioni”, conclude l’antropologo.

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