Filtri solari: la pelle li assorbe troppo e si concentrano nel corpo

filtri solari
(Foto via Pixabay)

Da uno studio commissionato dalla Food and Drug Administration (Fda) statunitense sembra che alcune sostanteattive (filtri) utilizzate nelle creme solari, invece di rimanere sulla superficie della pelle, vengano assorbite e ritrovate nell’organismo in concentrazioni superiori ai limiti. Che significa? Non saltiamo a conclusioni affrettate: il fatto che vengano assorbite non significa che siano dannose, sottolineano convinti gli esperti, ma alla luce dei nuovi dati le aziende produttrici dovranno ora allestire test e fornire prove di sicurezza. Quindi niente panico e continuiamo a proteggercidai danni del Sole, perché quelli sì che sono comprovati.

Lo studio

Quanto dei filtri solari (quelle molecole che sono in grado di assorbire o far rimbalzare i raggi ultravioletti del Sole) viene assorbito attraverso la pelle? Molto più del previsto (e dell’ammesso), conclude l’indagine promossa dalla Fda, che ha voluto testare le concentrazioni sistemiche di quattro ingredienti comunemente usati nei cosmetici solari (avobenzone, ossibenzone, octocrilene e ecamsule).

Lo studio ha coinvolto 24 volontari ai quali è stato chiesto di spalmarsi su tutte le parti del copro non coperte da un costume da bagno un solare (ne sono stati testati quattro – due spray, una lozione e una crema – assegnandone uno a caso a ciascun partecipante) quattro volte al giorno per quattro giorni, simulando l’utilizzo medio consigliato per una efficace protezione dai raggi Uv. Poi nell’arco di una settimana sono stati prelevati 30 campioni di sangue da ogni volontario per verificare le concentrazioni di sostanza passate nell’organismo.

Quello che i ricercatori hanno trovato è che ciascuna delle sostanze testate era presente nel sangue dei volontari a livelli anche molto superiori rispetto alla soglia oltre la quale per legge sono necessari i test di sicurezza (cioè 0,5 nanogrammi per millilitro). La concentrazione di oxibenzone, per esempio, era di 20 ng/ml al settimo giorno di osservazione.

Incertezza

Gli scienziati che hanno condotto l’indagine ammettono che per il momento non è possibile dire cosa significhi questo dato, perché – appunto – mancano i test di sicurezza, che adesso le aziende dovranno produrre. Non è detto che il passaggio di queste sostanze all’interno dell’organismo abbia effetti nocivi, mentre i danni a carico della pelle causati dai raggi Uvb e Uvasono reali, tumori in primis. L’American Academy of Dermatology ha già fatto notare che i cosmetici solari si usano da decenni e che finora non sono stati segnalati effetti tossici connessi al loro utilizzo, mentre si sono dimostrati uno strumento imprescindibile per prevenire il cancro alla pelle.

Indispensabili solari

Indispensabile, dunque, continuare a usarli, magari privilegiando i filtri fisici come ossido di zinco e biossido di titanio (che però potrebbero lasciare una patina biancastra), abbinandoli a altri sistemi di protezione come gli indumenti anti-Uv e la classica raccomandazione di evitare di esporsi al sole durante il suo picco.

Via: Wired.it

Leggi anche su Galileo: Creme solari, quanto ne sapete realmente?

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