Fukushima più grave di Three Mile Island

Mentre la gravità dell’incidente di Fukushima sale ufficialmente a livello 6 sulla scala Ines dell’International Atomic Energy Agency (Iaea), la principale agenzia di stampa giapponese, Asahi Shimbun, fa sapere che le radiazioni disperse dall’impianto hanno superato quelle del famoso incidente del 1979 di Three Mile Island, il più grave avvenuto negli Stati Uniti, secondo solo a Chernobyl. 

La contaminazione a livello del suolo in alcune aree avrebbe anche già raggiunto i valori registrati a Chernobyl dopo l’esplosione. Per avere un’idea del rilascio di radiazioni si sta utilizzando il System for Prediction of Environmental Emergency Dose Information; la Nuclear Safety Commission del Giappone ha stimato che, tra le ore 6 del 12 marzo e la mezzanotte del 23 sarebbero stati rilasciati tra i 30.000 e i 100.000 terabecquerel (il rilascio di iodio radioattivo a Chernobyl si stima sia stato sui 1,8 milioni di terabecquerel).

Lo scorso 20 marzo, per il Cesio 137, si sono rilevati 163.000 becquerel per chilogrammo di suolo a Iitate, nella prefettura di Fukushima, a 40 chilometri a Nord dall’impianto (a Chernobyl erano 550.000). È il livello più alto dell’area. Per lo iodio, si sarebbero rilevati 3,26 milioni di becquerel per metro quadro. Ieri pomeriggio, la radioattività era misurata in 3,7 millisievert.

A Iitate quindi i livelli di radiazioni raggiunti sono tali per cui sarebbe necessaria l’evacuazione, sebbene non sia possibile fare una valutazione precisa dei rischi che corre la popolazione (vedi Galileo). A Chernobyl – riporta sempre l’agenzia di stampa – l’incidenza di leucemia tra gli adulti non sembra essere aumentata, e i casi di tumore della tiroide tra i bambini sembrano piuttosto dovuti al consumo di latte contaminato. 

Secondo Shigenobu Nagataki, professore emerito alla Nagasaki University, non c’è motivo per pensare che le cose andranno diversamente e non ci sarebbero rischi immediati per la salute. Per Yukiya Amano, direttore della Iaea, inoltre, è troppo presto per paragonare l’incidente giapponese a quello di Chernobyl, anche perché la valutazione della contaminazione, per il momento, si basa su pochi e limitati dati. 

1 commento

  1. Pur supponendo che i pochi dati disponibili possano indicare che non ci siano rischi dovuti alla contaminazione diretta, bisognerebbe capire che ci si sta muovendo in un’area di incertezza, e percio’ il PRINCIPIO DI PRUDENZA inviterebbe a considerare pericolosa la situazione nei pressi di Fukushima, e ad evacuare la popolazione.

    Inoltre, la scienza della GESTIONE DEI RISCHI ricorda che oltre alla probabilita’ che avvenga un evento negativo, bisogna tener conto anche della serieta’ delle conseguenze. In questo caso le conseguenze sarebbero terribili per la popolazione, per cui, anche con un bassa probabilita’ bisognerebbe correre ai ripari subito.

  2. Scusate, ma perchè tutti citano “Three Mile island, usa, 1979” e “Chernobyl, 1986” ma nessuno parla di “Windscale Pile, UK, 1957” e “Kyshtym, Russia, 1957”?
    Gli episodi del ’57 sono stati del 5 e 6 livello.
    Saluti

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