Al mare ai tempi del Covid, cosa possiamo e non possiamo fare in spiaggia

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(Foto: Amelie & Niklas Ohlrogge on Unsplash)

Per andare in spiaggia servirà la prenotazione, saranno vietati aperitivi e feste, e la distanza di sicurezza dovrà essere mantenuta anche in acqua. Sono solo alcune delle raccomandazioni appena pubblicate nel Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus Sars-Cov-2 dell’Istituto superiore di sanità (Iss), indirizzate sia ai bagnanti che ai gestori degli stabilimenti. Con l’avvicinarsi dell’estate, durante la quale sono più frequenti gli affollamenti, spostamenti e contatti negli stabilimenti, spiagge attrezzate o libere, gli esperti del gruppo di lavoro Ambiente-rifiuti Covid-19, in collaborazione con il ministero della Salute, l’Inail, il Coordinamento di prevenzione della Conferenza Stato Regioni, esperti delle Arpa e altre istituzioni, hanno proposto delle vere e proprie linee guida con l’obiettivo di alzare il livello di sicurezza e tenere sotto controllo i rischi sanitari associati al nuovo coronavirus. “Si tratta di indicazioni semplici, di tipo tecnico che riguardano i controlli ambientali, dal funzionamento dei depuratori, al controllo delle acque reflue e degli scarichi illeciti e di norme igieniche/comportamentali da seguire in stabilimenti e spiagge libere indirizzate ai gestori degli stabilimenti balneari e agli stessi bagnanti”, precisano gli esperti.

Come vi avevamo già raccontato, questa sarà una stagione estiva anomala, in cui l’emergenza coronavirus è ancora in atto. “Non sarà un’estate come le altre ed è inutile che ci sforziamo di rincorrere a tutti i costi una vacanza quanto più possibile simili a quelle degli anni precedenti”, ci aveva spiegato Pier Luigi Lopalco, responsabile del Coordinamento emergenze epidemiologiche della Regione Puglia. “Il distanziamento sociale, insieme all’uso delle mascherine e alla misura di non creare gruppi o capannelli resteranno la regola ancora per un po’”. In generale, comunque, la teoria per cui il contagio in spiaggia o in mare possa avvenire tramite minuscole particelle sospese nell’aria (l’aerosol, e non le goccioline di saliva più grandi, chiamate droplets) è piuttosto remota. “Già per altri virus e patogeni si è dimostrato che in estate la trasmissione è ridotta anche per il fatto che trascorriamo molto più tempo all’aperto e in ambienti molto ventilati”, ci aveva spiegato Roberto Cauda, direttore del Dipartimento di malattie infettive della Fondazione policlinico universitario Agostino Gemelli. “E questo con buona probabilità potrebbe valere anche per il nuovo coronavirus”.

Per quanto riguarda le indicazioni che dovremo seguire quest’estate per andare in spiaggia, l’Iss raccomanda per prima cosa di prenotare l’accesso agli stabilimenti, eventualmente per fasce orarie, e registrare le presenze, anche per rintracciare eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni (nel rispetto della normativa della privacy). Inoltre, si dovranno regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale. Distanza, quella solita di almeno un metro, che dovrà essere mantenuta tra persone non conviventi anche in acqua. Sarà comunque proibito l’accesso alla spiaggia a chi avrà una temperatura corporea superiore ai 37,5 gradi, e qualsiasi situazione che possa creare di assembramenti, come aperitivi, feste e concerti (a eccezione degli eventi musicali di “ascolto”, con postazioni sedute).

A chi gestisce gli stabilimenti, l’Iss raccomanda di disinfettare, con regolarità almeno giornaliera, gli arredi di cabine, le superfici e le aree comuni e sanificare frequentemente sedie, tavoli, sdraio, lettini, attrezzature galleggianti, e servizi igienici. Bisognerà, inoltre, fornire ai bagnanti i disinfettanti per le mani e al personale disinfettanti, mascherine, schermi facciali, guanti, che dovranno obbligatoriamente utilizzare in caso di contatti ravvicinati. “In ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, (queste misure, ndr) risultano di difficile praticabilità”, spiegano gli esperti, sottolineando come in questi casi saranno i sindaci e agli altri enti locali competenti a dover applicare misure per garantire condizioni di riduzione dei rischi e per “definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure.

“Con oltre 7.000 km di costa e un numero elevato di aree di balneazione (un quarto del totale europeo) abitate da 17 milioni di persone, che possono anche raddoppiare in alta stagione, può diventare significativo il rischio riconducibile al turismo balneare”, si legge nel rapporto. Gli esperti dell’Iss, quindi, tengono a precisare l’importanza dei comportamenti individuali, fondamentali per controllare la diffusione del nuovo coronavirus. Per questo motivo, l’Iss ricorda alcune indicazioni per tutti, tra cui rispettare il distanziamento interpersonale, seguire le misure di igiene personale, come il lavaggio frequente delle mani e starnutire o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito, e utilizzate le mascherine quando le misure di distanziamento sono difficili da mantenere.

Via: Wired.it

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Credits immagine di copertina: Amelie & Niklas Ohlrogge on Unsplash

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