Il sesso era già praticato sulla Terra circa 400 milioni di anni fa dai pesci placodermi, tra i più antichi vertebrati con mandibola, oggi estinti. La prova viene da un gruppo internazionale di ricercatori che ha individuato la presenza di embrioni all’interno di fossili di Incisoscutum ritchiei conservati al National History Museum di Londra. La presenza di queste formazioni, finora interpretate come resti dell’ultimo pasto dell’animale, prova che la specie si riproduceva attraverso fecondazione interna: il maschio cioè penetrava la femmina per fertilizzare l’uovo. A confermarlo, secondo la paleontologa Zerina Johanson e gli altri autori dello studio pubblicato su Nature, anche la conformazione anatomica dell’area pelvica, che avrebbe permesso al maschio di agganciarsi alla femmina, così come avviene tra gli squali odierni.
I fossili studiati provengono dalla Gogo Formation, nell’Australia dell’ovest, e risalgono all’alto devoniano, circa 380 milioni di anni fa. La scoperta, pubblicata su Nature, sposta indietro la data della comparsa della riproduzione per accoppiamento: “Noi siamo dei vertebrati con mandibola, proprio come questi esemplari. È la nostra storia”, ha commentato Zerina Johanson. [Guarda il video]
Riferimento: Nature 457, 1124 – 1127 (26 Feb 2009)





