Squali addio

I grandi predatori del Mediterraneo sono a rischio di estinzione. Il dato è allarmante: nel corso degli ultimi due secoli le catture di alcune specie di squalo sono diminuite di oltre il 97 per cento e le ripercussioni, ovviamente, coinvolgono l’intero ecosistema marino. Lo sostiene uno studio italiano –  compreso nel Lenfest Ocean Program – i cui risultati sono stati pubblicati su Conservation Biology.

All’interno del progetto Global Shark Assessment, che mira a monitorare lo stato di conservazione delle specie di elasmobranchi nel mondo, Francesco Ferretti ha condotto un’indagine sullo stato di salute delle popolazioni mediterranee. Il rapporto è il risultato di una meta-analisi: dopo aver raccolto le informazione provenienti sia dagli studi scientifici sia dai rapporti dei mercati e dai diari di pesca degli ultimi duecento anni, Ferretti ha analizzato i dati per ciascuna serie storica, e li ha poi uniformati.

Sono quarantasette le specie ad oggi presenti nei nostri mari, venti delle quali sono grandi predatori all’apice della rete alimentare. Gli autori della ricerca hanno monitorato soprattutto la verdesca, il mako, lo smeriglio, una specie di squalo martello e una di squalo volpe. Quasi tutte le specie di squali, ha rivelato lo studio, sono sensibilmente diminuite a causa delle catture accidentali nella pesca d’altura, della pesca diretta e di interventi antropici sulle aree costiere. Si tratta, infatti, di animali particolarmente sensibili agli stress ambientali: quando i gruppi vengono decimati, la  crescita lenta, l’età riproduttiva avanzata e lo scarso tasso di riproduttività impediscono il veloce ripopolamento. A decrescere in modo sensibile, inoltre, è anche la taglia. I nostri squali, infatti, risultano tra i più piccoli del mondo per dimensioni e peso.

“In alcune zone dell’Atlantico la scomparsa di predatori come gli squali ha portato a profondi mutamenti dell’ecosistema”, ha commentato Ferretti: “Questi cambiamenti sono imprevedibili e allo stato attuale poco conosciuti, ma l’entità del declino degli squali in Mediterraneo è tale da suscitare forte preoccupazione per gli effetti che potrà provocare”. A complicare ulteriormente questo stato di cose, infine, la difficoltà di limitare la cattura finalizzata al commercio. (l.s.)

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