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2004, la società del consumo

di
Roberta Pizzolante

WorldWatch InstituteState of the World 2004Special Focus: The consumer societyW.W. Norton & Company, 2004pp. 245, euro 16,68Consumare è importante per il benessere umano, ma un eccessivo consumo può erodere la qualità della vita e la salute del pianeta. È quanto sostengono i ricercatori del Worldwatch Institute nella ventunesima edizione del rapporto “State of the World”, che fotografa la situazione del consumo mondiale, uno degli elementi più centrali ma anche più trascurati nella ricerca globale per uno sviluppo sostenibile. Con dei capitoli dedicati al consumo di cibo, acqua, energia, questa edizione speciale del rapporto esamina quanto consumiamo, perché e quale impatto hanno le nostre spese sul benessere del pianeta e degli esseri umani. I dati del rapporto segnalano una forte crescita dei consumi per beni e servizi: circa 1,7 miliardi di persone nel mondo, più di un quarto dell’umanità, sono entrati a far parte della “classe consumatrice”, con un sistema di vita che nel secolo scorso era limitato ai paesi ricchi dell’Europa, del Nord America e del Giappone. Soltanto in Cina, 240 milioni di persone sono andate a infoltire le schiere dei consumatori. Ma non tutto quello che si acquista contribuisce a migliorare il nostro benessere e quello degli altri. Lo dimostrano gli alti livelli di obesità, il debito personale, la carenza di tempo e il degrado ambientale: sono tutti segni che l’eccessivo consumo diminuisce la qualità della vita per molte persone. Inoltre se da un lato ci sono persone che usano i telefoni cellulari, il trasporto pubblico, oppure comprano televisori e fanno le diete, dall’altra parte ci sono ancora 2,8 miliardi di persone che consumano troppo poco, non hanno una casa e soffrono di fame e di povertà. E per i quali diventa sempre più difficile far fronte ai bisogni più essenziali. Per questo la sfida proposta dagli autori del rapporto è quella di una società meno consumistica, che sembra non solo possibile ma necessaria. Nel tentativo di ridurre l’accumulo sfrenato di beni e ricercare delle strade che assicurino una vita migliore per tutti, devono ricoprire un ruolo importante le politiche di governo, le industrie, e i singoli cittadini che con una maggiore attenzione nei gesti più naturali, come l’uso dell’energia, dell’acqua e del cibo, possono contribuire a un decisivo cambiamento nelle pratiche di consumo e nella qualità della vita.

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