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E le scimmie scioperarono

di
Giovanna Dall'Ongaro

Alice Andreoli
Renna aggredisce Babbo Natale e altre storie di uomini e animali
Sironi 2007, pag. 222, euro 16,00

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Intanto hanno indetto una giornata di sciopero, riservandosi, poi, di proseguire la protesta se non fossero state accolte le loro richieste. Un evento del genere non stupisce più nessuno, le astensioni dal lavoro sono all’ordine del giorno. Più insolita, invece, la notizia che a incrociare le braccia sono state le scimmie cappuccine della colonia del Living Links Center di Atlanta.

Il motivo? Un’ingiustizia sociale maldigerita: un etologo infatti assegnava a ciascun esemplare un piccolo compito con relativo premio, che però veniva elargito anche a chi non aveva fatto nulla. Da qui l’indignazione contro i fannulloni e naturalmente contro il “datore di lavoro”. Atteggiarsi a sindacalisti navigati non è l’unica anomalia comportamentale del regno animale che ritroviamo tra gli aneddoti raccontati, con ironia e una scrittura accattivante, da Alice Andreoli, giornalista e biologa. Anzi, meglio ancora, “zoornalista”, come lei stessa ama definirsi, una cioè con il fiuto per le notizie che hanno gli animali come protagonisti.

E nel libro ce ne è per tutti i gusti, dalle storie commoventi come quella del sacrificio di due scimpanzé per salvare un loro compagno, agli episodi esilaranti come quello descritto nel titolo. Il fatto è realmente accaduto in una cittadina del Sud Dakota a James Emery, di “professione” Babbo Natale, rimasto incastrato fra le  corna di una delle sue renne, e infine salvato da un ranger.

I racconti sono catalogati secondo le regole del giornalismo tradizionale nelle sezioni di Cronaca (in cui trova ovviamente spazio la madre di tutte le nostizie, ossia l’uomo che morde un cane), Politica (dove troviamo lo sciopero delle cappuccine), Esteri (animali scambiati come doni  tra capi di Stato e imprese areospaziali di cani e gatti), e poi Economia, passando per Cultura e Spettacoli fino ad arrivare ai necrologi.

Leggendoli impariamo molto sulla società in cui viviamo e sul rapporto, a volte schizofrenico, che c’é tra esseri umani e animali: portiamo i cani dallo psicologo, ma li abbandoniamo anche in mezzo a una strada; li mandiamo nello spazio e ne facciamo degli eroi, ma non siamo in grado di salvarli dall’estinzione; li consideriamo simili a noi, ma non tanto da attribuirgli i diritti fondamentali riconosciuti all’essere umano; costruiamo tunnel che permettano ai rospi di attraversare indenni una strada, ma non ci scandalizziamo troppo quando vengono vivisezionati in un laboratorio.

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