La vita spiegata in classe

Elisabetta Falchetti, Flaminia Tranchida
Capire i viventi – La biologia spiegata in laboratorio, al museo e sul campo
Scienza eXpress, 2014
Pag. 251, Euro 25,00

Che l’insegnamento delle scienze nella scuola italiana sia piuttosto trascurato è cosa nota, e spesso si limita a far ripetere a memoria, agli studenti di diverse età, descrizioni di viventi o di ambienti mai osservati, esperienze mai fatte, esperimenti rituali a risultato predefinito. Così le domande per capire si spengono gradualmente nelle nomenclature e nell’indifferenza, e quando insegnanti curiosi e attenti riescono a portare le classi nei laboratori del Museo di Zoologia di Roma devono confrontarsi con le aspettative e le domande stravaganti che nascono dalla inesperienza dei loro alunni.

La lunga esperienza delle autrici di questo volume ha insegnato loro i modi con cui stimolare la vivace curiosità dei bambini e le attività con cui soddisfarla, aiutando i giovani visitatori a uscire dal conformismo didattico e a guardare il mondo con gli occhi del biologo, facendo loro intravedere il significato biologico della rete di domande e di risposte che, negli incontri al museo, si organizza gradualmente.

Per costruire cultura le nomenclature non bastano, serve anche quella impostazione filosofica ed epistemologica che sostiene le proposte sperimentali, quelle che le due ricercatrici-scienziate sviluppano da anni con le classi. Giovani e adulti, seguendo le sollecitazioni di Gregory Bateson, possono così cimentarsi a indagare sul progetto base dei viventi, sulla “struttura che connette” organismi apparentemente diversi.

Secondo le teorie di Humberto Maturana e Francisco Varela, l’autopoiesi propone a sua volta uno schema generale di organizzazione comune a tutti i viventi e, per comprendere il sistema biologico, è importante riflettere su questa fondamentale caratteristica della vita.

La filosofia sembra lontana dalla pratica didattica ma, al contrario, la sostiene nelle sue implicazioni più significative. Se ne comprende il ruolo ascoltando le osservazioni dei ragazzi che cercano il significato della semplice parola “vita”:

– la vita è una cosa astratta

– è un modo di stare in relazione con la natura e con gli esseri viventi

– è un lungo tempo dove alla fine c’è la morte

– per me è amore. È gioco e lavoro.

Per entrare in sintonia con queste osservazioni, e valorizzarne la profondità, aspetti cognitivi ed emotivi devono essere tenuti insieme in un potenziamento reciproco. Anche esperienze semplici possono offrire l’opportunità di apprezzare la complessità biologica della vita, fare luce su processi che quotidianamente accadono e che vengono vissuti distrattamente, mettere in crisi definizioni apodittiche, aprire la mente su curiosità e domande a cui gli insegnanti non sempre sanno rispondere.

Nella seconda parte del volume le autrici presentano quindi un percorso didattico, sperimentato nei lunghi anni di lavoro con le classi, che vuole organizzare e coordinare i temi più importanti della biologia. L’intento è anche quello di sfuggire alla frammentazione dell’esperimento episodico, quello per cui i ragazzi vengono talvolta portati “in laboratorio”, e collegare invece le diverse attività sperimentali secondo un filo conduttore che rispetti il significato coordinato delle problematiche biologiche. Evoluzione e relazioni dei viventi con l’ambiente rappresentano un motivo ricorrente, su cui si articolano approfondimenti particolari proprio come da un tronco robusto si sviluppano rami che si orientano in diverse direzioni.

Infine viene esplorato e discusso il ruolo culturale dei Musei, discutendo le modalità con cui questi possono sia affiancare le attività scolastiche sia proporne di proprie. L’intento è quello di avvicinare bambini e adulti alla scienza e indurre interesse e riflessione sulla varietà dei fenomeni naturali e, soprattutto, sulle interpretazioni e sulle conoscenze che la mente umana ha saputo sviluppare su di essi, attraverso osservazioni, intuizioni e controlli sperimentali.

Calchi, diorami, modelli… l’accesso a visualizzazioni e a programmi disponibili in rete possono portare l’attenzione dei visitatori su aspetti macroscopici e microscopici della natura, quasi sempre sconosciuti. La diffusione di queste esperienze rappresenta una importante opportunità per elevare il livello della conoscenza e dell’interesse verso la scienza nel nostro ignorante paese.

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