L’eruzione che ha fatto convertire l’Islanda al cristianesimo

Una delle più catastrofiche eruzioni vulcaniche nella storia dell’Islanda, raccontata in un apocalittico poema medievale, avrebbe contribuito alla conversione dell’isola al Cristianesimo dopo la sua colonizzazione. Lo spiega un gruppo di scienziati e storici della University of Cambridge in uno studio pubblicato su Climatic Change.

Durante la ricerca, gli scienziati hanno utilizzato dati provenienti da carote di ghiaccio estratte in Groenlandia per datare con precisione una catastrofica eruzione del vulcano Eldgjá, situato nella parte meridionale dell’isola. Avvenuto nel X secolo, questo raro tipo di eruzione è stato prolungato nel tempo ed è stato accompagnato dal sollevamento di gigantesche nubi di gas sulfurei.

Finora, l’unico dato certo sull’eruzione di Eldgjá era che questa era avvenuta entro un secolo dalla colonizzazione dell’isola da parte di Vichinghi e Celti, iniziata attorno all’874 d.C.. Il team ha quindi utilizzato una serie di carote di ghiaccio provenienti dalla Groenlandia, in cui sono ancora contenuti polveri e cenere provenienti dall’eruzione, ed è riuscito a datare l’inizio dell’evento nella primavera del 939, e la sua fine nell’autunno del 940. “Questo colloca l’eruzione esattamente durante le prime due o tre generazioni di colonizzatori in Islanda,” ha spiegato Clive Oppenheimer, autore principale della ricerca, “Alcuni dei primi immigrati, arrivati come bambini, potrebbero aver addirittura assistito all’evento.”

Una volta datata l’eruzione, i ricercatori hanno potuto stabilirne le conseguenze: inizialmente una nube di polvere sulfurea si sarebbe diffusa in tutta Europa, coincidendo con l’avvistamento di un Sole particolarmente rosso nelle cronache Irlandesi, Tedesche ed Italiane dello stesso periodo. Successivamente, ci sarebbe stato un raffreddamento delle temperature (lo strato di polvere sospeso nell’atmosfera avrebbe infatti ridotto la quantità di luce solare che arrivava alla superficie). Questo è evidente dalle osservazioni degli anelli dei tronchi di alcuni alberi situati in diverse aree nell’emisfero boreale, che indicano che l’estate successiva all’eruzione è stata la più fredda degli ultimi 1500 anni, con temperature inferiori alla media di circa 2 gradi.

Ma le conseguenze di questo evento non sono state solamente climatiche – l’eruzione avrebbe anche avuto un impatto sulla società del tempo, come è emerso da diverse cronache medievali esaminate dal team: “L’eruzione è stata catastrofica, ma siamo rimasti stupiti da quante fonti storiche siamo riusciti a trovare per le sue conseguenze,” ha spiegato Tim Newfield, co-autore dello studio, “Dall’Europa del Nord alla Cina settentrionale, l’evento ha causato inverni freddi e lunghi e conseguenti siccità in primavera ed estate. Non sono mancate infestazioni di locuste e perdite di bestiame, oltre che a carestie in Germania, Iraq e Cina.”

Tutti queste conseguenze devono essere state percepite, in modo amplificato, dagli abitanti dell’isola. Come spiegano gli scienziati, il più celebre poema medievale islandese, Voluspá – La Profezia della Veggente – datato attorno al 960, sembra contenere una descrizione dell’evento, in quanto racconta la fine degli dei pagani Islandesi e l’arrivo di un nuovo, unico Dio, in seguito a una terribile esplosione e l’oscuramento del Sole da parte di nubi di cenere e polvere. Il poema racconta inoltre di estati particolarmente fredde, successive all’eruzione. Secondo gli storici, queste immagini apocalittiche potrebbero essere state utilizzate per rialimentare i ricordi dell’eruzione per stimolare l’enorme cambiamento religioso e culturale che stava avvenendo in Islanda durante la fine del X secolo.

“Ora che abbiamo una data sicura per l’eruzione, molte cronache medievali cominciano ad avere senso come conseguenze di questa,” ha concluso Oppenheimer, “Inverni rigidi, estati fredde, raccolti scarsi e carestie. Straordinario è lo stile utilizzato per descrivere l’eruzione in Voluspá, quasi come se fosse raccontato da qualcuno che ha assistito di persona all’evento”.

Riferimenti: Climatic Change

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