Scienza: ecco le immagini più belle della settimana

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Dalla Luna ai dinosauri, passando per la via Lattea e i neutrini. Nel mondo della scienza, anche le immagini aiutano a capire. Ecco, quindi, grafici, foto e video che raccontano le scoperte scientifiche di questa settimana, le più belle e interessanti che abbiamo voluto condividere con voi.

Luna: nei panni di Neil Armstrong e Buzz Aldrin

A dir poco emozionante. Una simulazione, appena messa a punto dalla Nasa e dall’Arizona State University, ci fa rivivere gli ultimi 3 minuti di pura tensione prima dello storico sbarco sulla Luna. Servendosi delle immagini riprese dalla sonda Lunar Reconnaissance Orbiter, i ricercatori sono riusciti a ricostruire il paesaggio lunare così come lo hanno visto 50 anni fa Neil Armstrong e Buzz Aldrin a bordo della Eagle.

L’IceCube sarà ancora più potente

(Foto: (Foto: Benjamin Eberhardt, NSF)

Per la caccia ai neutrini, IceCube diventa ancora più potente. Il più grande rilevatore di particelle al mondo situato tra i ghiacci dell’Antartide, infatti, otterrà un importante upgrade: la Us National Science Foundation (Nsf) e altre istituzioni di ricerca tedesche finanzieranno il progetto di aggiornamento per un totale di 40 milioni di dollari americani. Lo scopo? Installare un maggior numero di sensori di luce per catturare le tracce lasciate dai neutrini provenienti dallo Spazio, e sperare così di avere nuove e preziose informazioni sulle proprietà di queste particelle.

Cervello: le immagini 3D più dettagliate di sempre

Grazie a un innovativo dispositivo, chiamato 7Tesla (Seven Tesla Mri), i ricercatori del Massachusetts General Hospital sono riusciti a effettuare una risonanza magnetica durata ben 100 ore, regalandoci così immagini e video in del cervello umano con dettagli mai visti fino ad ora.

La sonda Gaia mappa la barra di stelle

(Foto: ESA/Gaia/DPAC, A. Khalatyan(AIP) & StarHorse team; Galaxy map: NASA/JPL-Caltech/R. Hurt (SSC/Caltech)

Una tabella di colori. È questa la mappa 3D che mostra la distribuzione e le distanze di 150 milioni di stelle nella Via Lattea, realizzata utilizzando i dati provenienti della sonda Gaia dell’Agenzia spaziale europea (Esa), in combinazione con osservazioni a infrarossi e ottici dei telescopi sulla Terra. I ricercatori hanno misurato due parametri:la temperatura superficiale e l’estinzione, ossia l’assorbimento e la dispersione della radiazione elettromagnetica a opera dei gas e delle polveri che si trovano tra noi e le stelle.

Un dinosauro con il becco d’anatra

(Foto: ICRA Art)

Si chiama Aquilarhinus palimentus ed è una nuova specie appartenente alla famiglia degli Hadrosauridae, che vivevano nel Texas circa 80 milioni di anni fa. Questo dinosauro, spiegano gli autori della ricerca pubblicata sul Journal of Systematic Palaeontology, ha una peculiarità: a differenza degli altri Hadrosauridae le cui mascelle si chiudevano formando una “U”, quelle di Aquilarhinus palimentus formavano invece una “W”, ed erano quindi più piatte e ampie. Una caratteristica, spiegano i ricercatori, che potrebbe essere stata fondamentale in zone paludose, nelle quali il dinosauro per nutrirsi strappava radici e vegetazione sul fondo dell’antico delta di un fiume.

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