Il sonno come non l’avete mai visto

sonno

Sogni, incubi, angosce, erotismo… Cosa succede nel nostro cervello mentre dormiamo? Gli studi sul significato fisiologico del sonno risalgono ai primi anni del ‘900, e nello stesso periodo i neurofisiologi cercavano di localizzare i centri cerebrali che controllano l’alternarsi sonno –veglia. L’elettroencefalografia e la video-polisonnografia sono oggi in grado di registrare sia il succedersi dei diversi tipi di onde che caratterizzano l’attività elettrica del cervello sia gli andamenti dei parametri che cambiano durante il sonno: temperatura, attività respiratoria, muscolare e cardiaca, pressione arteriosa. Il sonno, dunque, non è un fenomeno passivo ma è il risultato dell’attivazione di complesse reti neuronali che determinano pensieri e comportamenti di cui non sempre conserviamo memoria. Gli studi su varie patologie mettono in evidenza probabili alterazioni a livello di diverse zone cerebrali e permettono di individuare quelle che, funzionando in maniera anomala, provocano talvolta comportamenti e azioni imprevedibili.

Disturbi del sonno

Ma nel corso di questa attività accadono anche cose meno prevedibili. Mogli uccise nel sonno, suocere accoltellate, sexsomnìa… in questo libro Giuseppe Plazzi, direttore del Centro dei disturbi del sonno di Bologna, raccoglie le storie dei suoi pazienti più interessanti. In molte di queste vicende possiamo riconoscere ricordi e sensazioni che ci sono familiari, dal più comune terrore notturno o la paralisi del sonno fino alle più complesse parasonnie, cioè quei disturbi notturni che si manifestano in vari modiaccompagnati da azioni e sensazioni anomale. 

Giuseppe Plazzi
Tre fratelli che non dormivano mai, e altre storie di disturbi del sonno
Il Saggiatore S.r.l., 2019
pp. 204, € 20,00

Per quanto possa sembrare strano, anche nel momento del massimo riposo è possibile commettere atti criminali, dovuti alla forza dei dormienti ma non alla loro volontà: in questi casi, secondo giustizia, il delitto non fa l’individuo colpevole se la sua mente non è colpevole. Per questo sono particolarmente coinvolgenti i casi giudiziari in cui la video-polisonnografia offre prove strumentali per distinguere le azioni volontarie da quelle compiute durante il sonno. Tipico è il caso del signor S. un marito che, dormendo, aveva ucciso la moglie con un colpo di pistola, ritenuto colpevole dai giudici mentre dai tracciati polisonnografici appariva incoscientemente non colpevole.

Narcolessia

Plazzi descrive anche pazienti adulti e bambini colpiti da narcolessia, costretti ad addormentarsi improvvisamente e dappertutto perché il loro cervello non è in grado di controllare l’attività elettrica che determina il ritmo sonno-veglia: incubi, sensazioni terrificanti, animali mostruoso rappresentati nei disegni testimoniano la sofferenza dei bambini che ne soffrono. Di recente la ricerca in neuroscienze ha individuato una probabile causa di questo improvviso cedere al sonno con buone prospettive per la elaborazione di un farmaco efficace.

La “sindrome delle gambe senza riposo” è invece un disturbo neurologico causato da una disfunzione dei sistemi sensitivo e motorio, e costringe i pazienti, talvolta già rilassati e pronti a dormire, ad alzarsi, a muovere le gambe, a camminare incessantemente per calmare bruciori, prurito, formicolii. I farmaci dopaminergici, spiega Plazzi, sono spesso efficaci per alleviare queste sofferenze ma non sempre chi è colpito da questa strana sindrome sa a chi rivolgersi per trovare spiegazioni e sollievo alla propria agitazione.

L’hypnic jerk

E ancora: tutti abbiamo avvertito, almeno qualche volta, dei sussulti violenti proprio nel momento di prendere sonno: si tratta di hypnic jerk studiati per la prima volta nel 1890 da Silas W. Mitchell. Le sue cure non erano particolarmente efficaci, i suoi sostenitori, tra cui Nietzsche, giustificavano l’uso di una sua metodica sadica non basata su alcuna evidenza scientifica, ma la sua descrizione di questa fenomenologia del sonno è davvero calzante.

Il paziente descritto da Plazzi, però, non si limitava a qualche sussulto prima di addormentarsi: doveva prendere forti dosi di oppio per non essere addirittura sbalzato in aria dal susseguirsi di scosse violentissime. L’analisi clinica aveva messo in evidenza una contrattura muscolare estremamente rapida a livello del torace, definita come mioclono propriospinale, che si propagava come un’onda lungo tutto il corpo del paziente, scagliandolo a oltre trenta centimetri sul piano del letto. Le cause di questo fenomeno non sono ancora del tutto chiarite, ma si pensa che ne sia responsabile una attivazione della corteccia prefrontale che precede l’abbandonarsi al sonno.

Attraverso la varietà dei casi descritti, l’autore riesce a spiegare in modo semplice e interessante sia le cause delle diverse sindromi, sia le ricerche recenti che hanno portato ad eventuali terapie, a volte risolutive, a volte soltanto palliative. La descrizione delle notti passate davanti ai macchinari che documentano e registrano le modalità del sonno dei pazienti, monitorati attraverso aghi, cannule, elettrodi di tutti i tipi, fanno comprendere la precisione e l’accuratezza delle ricerche che indagano situazioni di cui il paziente non è assolutamente a conoscenza: soltanto così, del resto, si può riconoscere la gravità delle prolungate apnee ostruttive, che portano a valori anomali di anidride carbonica e di ossigeno durante il sonno e possono essere molto pericolose per chi non ne è consapevole.

Studenti e giovani medici, monitorando in notti insonni il sonno dei pazienti, imparano a capire cosa sia la sospensione della coscienza e della volontà, a conoscere i ritmi in cui mente e memoria si consolidano; chi, invece, può soltanto leggere i resoconti attenti e documentati di tante parasonnie viene stimolato a gettare uno sguardo su quel terzo della vita in cui accadono fatti di cui non siamo consapevoli.

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