Cina, cosa sappiamo della misteriosa epidemia di polmonite

Cina

Una nuova misteriosa epidemia di polmonite si sta diffondendo in Cina. Misteriosa perché a causarla è probabilmente un nuovo virus, in base quanto appena riportato dalle autorità. In questi giorni, inoltre, si stanno susseguendo notizie e aggiornamenti sull’epidemia: la settimana scorsa eravamo a decine di casi e a circa 160 persone sotto osservazione, il 12 gennaio l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) notifica che c’è stato anche un decesso.

A destare maggiormente l’attenzione degli scienziati è che si tratta di un nuovo ceppo di coronavirus. I coronavirus sono un genere che include diversi patogeni, fra cui alcuni responsabili di sindromi simil raffreddore, della polmonite, ma anche uno che a partire dal 2002 causò della Sars, provocando la morte di 775 persone in tutto il mondo.

Cina, la cronaca della nuova polmonite

Il 31 dicembre 2019 i media rendono nota la presenza casi di polmonite dalle cause sconosciute nella città di Wuhan, la città più popolata della Cina orientale, perno per il commercio e gli scambi. Il 9 gennaio 2020 le autorità cinesi dichiarano che la causa di queste polmoniti è un nuovo ceppo di coronavirus. La notizia viene quindi diffusa dall’Oms, che fornisce tutte le spiegazioni del caso.

Oggi nel nuovo report dell’Oms arrivano le cifre aggiornate dell’epidemia: si parla di 41 casi certi dall’8 dicembre 2019 al 2 gennaio 2020, nonché un decesso di un paziente con patologie precedenti oltre alla polmonite. Tutti i casi sono concentrati in quel periodo e a partire dal 3 gennaio non c’è stata nessun’altra diagnosi; inoltre non c’è stato nessun malato fuori da Wuhan, fino alla notifica del primo paziente in Thailandia (anche questo un viaggiatore proveniente da Wuhan).

Un nuovo ceppo di coronavirus

Dopo aver escluso i virus che causano l’influenza classica, l’aviaria, le infezioni da adenovirus, la Sars, la Mers (sindrome respiratoria medio-orientale), i ricercatori hanno capito che si trattava di un ceppo sconosciuto. Il virus è stato isolato il 7 gennaio e il 12 gennaio la Cina ha condiviso la sequenza genetica del nuovo coronavirus. Un passo di grande importanza, secondo l’Oms, anche per gli altri paesi, per poter sviluppare un kit diagnostico. Attualmente, inoltre, la Cina sta svolgendo un monitoraggio intensivo nonché nuovi approfondimenti epidemiologici.

I sintomi dell’infezione e la prevenzione

Una delle cause più probabili, secondo l’Oms, è che l’epidemia sia associata al consumo di pesce e frutti di mare acquistati in uno dei mercati di Wuhan, chiuso temporaneamente a partire dal 1° gennaio 2020. Dalle prime indagini infatti, è emerso che i contagiati erano frequentatori assidui del mercato Huanan Seafood Wholesale Market a Wuhan e di qui l’ipotesi delle autorità. Ad oggi, inoltre, non ci sono prove certe che avvenga il contagio da uomo a uomo e sembra che gli operatori sanitari a contatto coi malati non abbiano contratto il virus. I sintomi dell’infezione da coronavirus includono principalmente febbre, difficoltà nel respirare, e le radiografie del torace mostrano infiltrati polmonari invasivi in entrambi i polmoni dei malati. I pazienti sono isolati e stanno ricevendo le cure negli ospedali di Wuhan.

In base al quadro generale e agli studi già svolti, l’Oms non raccomanda alcuna misura specifica ai viaggiatori e non ci sono restrizioni per gli spostamenti. Per chi va o è andato in Cina, nella zona colpita, però, ci sono degli accorgimenti raccomandati dall’Oms, che rispecchiano i tradizionali consigli in materia di igiene. Fra questi, lavarsi spesso le mani, soprattutto dopo essere venuti in contatto con persone malate (o semplicemente con l’ambiente in cui si trovano). Inoltre, è bene evitare un contatto stretto con animali selvatici o di allevamento (sia vivi sia morti).

Ovviamente chi ha sintomi che facciano pensare a un’infezione respiratoria, sia durante sia dopo il viaggio, è bene che si rechi quanto prima dal medico e riferisca le tappe del viaggio svolto. In caso di sintomi, l’usuale raccomandazione indica che bisogna stare attenti a sé e anche agli altri, coprendosi quando si starnutisce, lavandosi le mani e mantenendosi a distanza.

Riferimenti: Oms