Dieta anticancro con cibi ricchi di magnesio: frutta secca, legumi e cereali integrali

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Porzione consigliata: 23 mandorle per 164 kcal

L’importanza di una corretta dieta nella prevenzione dei tumori è ormai sulla bocca di tutti. Dieta mediterranea, poca carne rossa, fibre, alimenti freschi. Ma quali alimenti o elementi non devono assolutamente mancare in una dieta anticancro? Uno studio della Sun Yat-sen University di Guangzhou, in Cina, certifica l’importanza di un preciso elemento chimico: il magnesio. Lo studio, pubblicato su Scientific Reports, ha indagato la relazione fra l’apporto di questo elemento che proviene dalla dieta e il rischio di cancro al seno. E i risultati mostrano che una maggiore quantità del magnesio assunto con il cibo è associata a un minore rischio di cancro al seno.

Magnesio, un candidato nella dieta anticancro

Il magnesio è da tempo nel mirino dei ricercatori: è dimostrato da diverse ricerche che l’insufficienza di questo elemento è associata all’insorgere di alcune malattie. Fra queste, quelle cardiovascolari o le sindromi metaboliche, oppure alcuni tipi di cancro, incluso quello al seno. Vari studi hanno cercato di spiegare quale sia il meccanismo di azione attraverso cui la carenza di magnesio si associa al rischio di tumore, ottenendo risultati talvolta contrastanti. I ricercatori cinesi hanno quindi voluto verificare se effettivamente la carenza di magnesio può influire sulla risposta infiammatoria del sistema immunitario, ovvero il meccanismo di difesa attivato dal corpo quando rileva la presenza di agenti esterni.

“Gli ioni magnesio Mg2+ sono coinvolti nei meccanismi di riparazione del DNA. Eventuali carenze di di questo elemento potrebbero produrre disfunzioni e mutazioni del DNA”, spiega Giuditta Pagliai, biologa nutrizionista e ricercatrice all’Università degli Studi di Firenze. “La carenza di magnesio può anche essere associata all’infiammazione e all’aumento dei livelli di radicali liberi. Questi fattori potrebbero causare danni irreversibili al DNA e quindi la formazione di tumori”. Inoltre, ridotti livelli di magnesio sembrano anche essere associati a un aumento della progressione del tumore: “Nella fase iniziale della malattia, la carenza di magnesio sembra in grado di innescare risposte infiammatorie che favoriscono l’angiogenesi, la formazione di nuovi vasi sanguigni attraverso i quali le cellule tumorali si diffondono più velocemente”. 

Magnesio e infiammazione

Gli studiosi dell’Università di Guangzhou hanno indagato lo stato infiammatorio di pazienti con tumore al seno e pazienti sane. In particolare, hanno utilizzato due marcatori dello stato infiammatorio, la proteina C-reattiva (CRP) e l’interleuchina-6 (IL-6). E’ così emerso che che alti livelli di CRP sono associati a un apporto scarso di magnesio nella dieta delle pazienti, mentre non è stato evidenziato un legame con i livelli di IL-6.

“La proteina C-reattiva è un indicatore ambivalente, si riferisce sia all’infiammazione acuta sia a quella cronica. L’interleuchina-6, invece, è un mediatore dell’infiammazione, e alti livelli indicano che c’è uno stato infiammatorio permanente. In questo caso non ha mostrato un legame con il magnesio. Anche se non danno risposta sull’origine dell’infiammazione, sono parametri molto utili” spiega Riccardo Masetti, direttore del Centro Integrato di Senologia del Policlinico Gemelli di Roma. “Attraverso un semplice prelievo ematico, si può verificare se questi parametri sono alterati, per intervenire e ridurre l’infiammazione, anche tramite l’alimentazione”.

Cibi ricchi di magnesio per la dieta anticancro

“Lo studio conferma l’idea che tanti fattori alimentari possono incidere sul rischio di sviluppare un tumore” spiega Masetti. “Circa un terzo dei tumori al seno potrebbero essere evitati con una revisione del proprio stile alimentare, introducendo, per esempio, alimenti con potere antinfiammatorio come l’olio d’oliva o i cavolfiori. E anche riducendo quelli che contengono grassi saturi, come insaccati e carni rosse. Inoltre, nel caso specifico del tumore al seno, evitare cibi che potrebbero contenere un eccesso di ormoni”. A questi ingredienti si possono certamente aggiungere cibi ricchi di magnesio, come frutta secca, legumi, verdure a foglia verde e cereali. “Secondo le tabelle di composizione degli alimenti elaborate dal CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ai primi posti per contenuto in magnesio ritroviamo crusca di frumento, mandorle, anacardi, arachidi, fagioli, frumento e miglio” suggerisce Pagliai. “Tuttavia, non tutti i cereali sono uguali: sono preferibili quelli integrali, perché la maggior parte delle vitamine e dei minerali si ritrova a livello dei tegumenti esterni del chicco, che solitamente vengono rimossi nei processi di raffinazione”.

Articolo prodotto in collaborazione con il Master in Comunicazione della Scienza “Franco Prattico” della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (Sissa)

Riferimenti: Scientific Reports

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