Fridays for future, avanti tutta ragazze!

frydays for future

Tanti, ma soprattutto tante. A manifestare per il clima con Greta Thunberg oggi in Piazza del Popolo a Roma c’erano moltissime donne. Bastava un colpo d’occhio al palco della manifestazione di Fridays For Future per rendersene conto: tante studentesse, dalle medie all’università, che hanno preso parola e parlato di giustizia climatica. Venute da diverse città d’Italia: da Palermo, Padova, Roma, Milano. E ad ascoltarle c’era una una folla colorata che intonava“Con Greta salviamo il pianeta”
(25 mila persone secondo gli organizzatori) mentre 128 volontari pedalavano a cavallo di biciclette collegate a dinamo speciali, per fornire energia elettrica al palco.

Aspettando Greta, sul palco si sono avvicendate tante donne, con l’eccezione del climatologo Antonello Pasini.

C’è Miriam Martinelli di Fridays For Future Milano, 16 anni, studentessa di un istituto agrario. “Fin da piccola ho sentito parlare di cambiamento climatico, ma finora ero rimasta in disparte”, ammette sorridendo. Parla della sua terra, la pianura padana: era il terreno più fertile d’Europa, denuncia, oggi è minacciata dal consumo di suolo indiscriminato ed è a rischio desertificazione. Parla del suo fiume, il Lambro: “Il suo nome viene dal greco e voleva dire ‘limpido’ ma oggi è solo un fiume avvelenato”.

È arrivata dall’altro capo della penisola Marianna Panzarino di FridaysForFuture Puglia, che studia giurisprudenza per diventare magistrato ed è impegnata in un’associazione antimafia: “Mi sono sempre occupata di temi sociali e da sempre sono sensibile alle questioni ambientali. Ma l’esempio di questa ragazzina più piccola di me mi ha spronato a essere qui”, racconta. Marianna parla di Taranto, dove si muore di più rispetto al resto della Puglia. Denuncia la situazione dell’Ilva: “È un ricatto occupazionale che va avanti da mezzo secolo ed è terribile che i cittadini debbano decidere tra il diritto alla salute e il diritto al lavoro”.

Poca o nulla la fiducia nella classe politica attuale: “Ecco perché non ci schieriamo con questo o quel partito. Però studiamo, leggiamo i rapporti dell’Onu e manifestiamo, sperando che questo abbia un effetto diretto sul voto”. Chissà che non abbia ragione: secondo un recentissimo sondaggio di Ipsos, per otto italiani su dieci il cambiamento climatico è una priorità.

Sul palco Francesca, quinta al liceo linguistico Majorana di Roma, tra le organizzatrici della giornata di Fridays For Future Roma, denuncia quanto è successo ieri in Senato: “Ci hanno invitati ad accompagnare Greta ma poi all’ultimo non ci hanno fatti entrare. Ancora una volta, hanno dimostrato di non prendere sul serio il nostro impegno. Chiamano Greta per fare la fotografia ufficiale, ma senza di noi il movimento non esisterebbe”. Con lei sul palco anche Elena, del liceo classico Aristofane, 18 anni: “Tempo fa parlavo con un amico. Ci sembrava strano che davanti a un problema così grave come il riscaldamento globale non ci fosse nessun movimento altrettanto globale. Pochi giorni dopo ho scoperto che c’erano ragazzi che protestavano proprio per questo e che una ragazzina si era data una mossa. E oggi sono qui”.

Ed eccola che arriva Greta, accolta dall’entusiasmo della folla. “Ciao Roma”, dice la fondatrice del movimento Fridays For Future. Racconta l’ansia per il futuro che l’ha spinta a scioperare e presidiare il parlamento svedese: “Abbiamo solo undici anni per riuscire a invertire la rotta, prima che i cambiamenti diventino irreversibili: tra undici anni io avrò 26 anni, e così molti di voi, con tutta la vita davanti. Ma chissà se il mondo sarà così bello”. Perché intanto le emissioni inquinanti continuano. Ma non si fa illusioni Greta, e avverte:”Non basteranno giorni o mesi d’impegno, ci vorranno anni. Ma noi andremo avanti, continueremo a lottare per il nostro futuro e per un pianeta vivibile”.

Articoli correlati

1 commento

  1. Con l’avvento delle democrazie e dei social il mondo sta andando indietro, manca un cervello. Sono stati aboliti i portieri, se un anziano solo muore, i condomini se ne preoccupano solo quando sentono puzza di cadavere, abolite le case cantoniere, le strade sono un disastro e pericolose, aboliti i bigliettai sui mezzi pubblici, tutti viaggiano a sbafo in compagnia di borseggiatori.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here