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Mappe gravitazionali dallo Spazio

Si chiamano Grace e sono due satelliti gemelli che verranno messi in orbita dalla Nasa il prossimo febbraio. Loro compito sarà quello di mappare la distribuzione del campo gravitazionale terrestre. Il nostro pianeta non è infatti una sfera perfetta e i continui cambiamenti della crosta fanno sì che ci siano differenti pesi dello stesso oggetto a diverse latitudini. Ma le informazioni inviate da Grace saranno importanti in altri campi. Per comprendere, per esempio, i motivi dell’innalzamento del livello delle acque

Perduto il satellite per monitorare l’ozono

L’avanzatissimo QuikTOMS, l’ultimo satellite della Nasa per il monitoraggio dell’ozono, è andato perduto. Il missile Taurus che lo trasportava ha rilasciato il satellite a...

Astronauti verdi

La nuova frontiera è il progetto Bio-plex, un microambiente ricreato in laboratorio nel quale umani, piante e microbi interagiscono in un sistema rigenerativo. Ciò...

E la Stazione spaziale riprese quota

Dopo tre giorni, otto ore e un minuto di lavoro, gli astronauti dello shuttle Atlantis hanno chiuso i portelloni della Stazione Spaziale Internazionale e...

Svelato il mistero dello schianto

Un problema nel software di controllo del Mars Polar Lander – la sonda che avrebbe dovuto svelare i segreti del pianeta rosso – sembra...

Wire nella culla delle galassie

Partirà il 26 febbraio prossimo Wire, (Wide Field Infrared Explorer), il nuovo telescopio destinato ad esplorare un’ampia fetta di cielo per rilevare sorgenti che emettono nella banda del vicino e medio infrarosso. La missione della Nasa durerà almeno quattro mesi, durante i quali Wire dovrà scoprire in che modo si formano nuove galassie, o protogalassie, e fare un censimento delle cosiddette “starbust galaxies”, vere e proprie incubatrici all’interno delle quali si formano nuove stelle a un ritmo molto intenso. Galileo ne ha parlato con Francesco Melchiorri, astrofisico all’Università di Roma La Sapienza

Marte? E’ vicino al Polo Nord

Studiare la superficie del “pianeta rosso” rimanendo sulla Terra. Ci proverà la Nasa, l’ente spaziale americano, che ha deciso di inviare una squadra di ricercatori allo “Haughton Impact Crater”, nei pressi del Circolo polare artico, un buco di ben venti chilometri di diametro provocato dalla caduta di un meteorite. I tecnici americani esploreranno l’intera zona, considerata un buon modello della superficie marziana. Con mezzi ad altissima tecnologia

Acqua di colonia sulla Luna

Sulla Luna c’è l’acqua, hanno annunciato gli scienziati della Nasa dopo le analisi dei primi dati raccolti dalla sonda Lunar Prospector. E c’è chi pensa a come sfruttare queste risorse di ghiaccio per colonizzare il nostro satellite. Il sogno di basi permanenti potrebbe diventare realtà, grazie a un serbatoio naturale da cui attingere acqua da bere e da cui si può ricavare energia. Galileo ha parlato di questi possibili scenari con Umberto Guidoni, astronauta italiano del Johnson Space Center della Nasa, con Julian Chela-Flores, fisico all’Ictp di Trieste ed esperto di astrobiologia e con Marcello Coradini, coordinatore delle missioni nel Sistema solare dell’Agenzia spaziale europea

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